Meloni: niente autonomia senza equilibri
La Gallura insegue il ritorno all’autonomia amministrativa dall’indomani del referendum che aveva rottamato la provincia Olbia-Tempio. Un voto mai digerito dal territorio che in modo trasversale...
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La Gallura insegue il ritorno all’autonomia amministrativa dall’indomani del referendum che aveva rottamato la provincia Olbia-Tempio. Un voto mai digerito dal territorio che in modo trasversale aveva lottato per anni per autogovernarsi. Una battaglia ricominciata subito dopo la consultazione referendaria e sempre in modo bipartisan. Con Giuseppe Meloni (nella foto), consigliere regionale del Pd a fare da ruspa per spianare la strada verso l’autonomia insieme al collega del Psd’Az, allora in opposizione, Giovanni Satta. La proposta di legge Meloni-Satta (che nella versione oggi in aula si è arricchita anche delle firme degli altri consiglieri galluresi di centrodestra), inciampa a un metro dal traguardo. Approda in consiglio regionale alla fine della legislatura Pigliaru, inizio 2019, ma viene impallinata dal fuoco amico. Gli altri territori sardi non hanno nemmeno iniziato il percorso della proposta di legge gallurese, arrivata in aula con il doppio ok della commissione e il placet della Consiglio delle autonomie. Ma in Consiglio sale un’ improvvisa febbre di indipendenza amministrativa. Tutti rivogliono le province ma a una condizione: o tutti o nessuno. La legge viene affossata. Finisce la giunta Pigliaru, inizia quella Solinas e un mese dopo l’insediamento sempre Meloni e Satta, questa volta a parti invertite, ripresentano la proposta di legge per la provincia del nord-est di secondo livello. Che dopo due anni, per poter scalare i campanili in aula e non rischiare ancora una volta lo sgambetto, deve cedere alla moltiplicazione degli enti intermedi e delle città metropolitane. «Prendo atto che nonostante il cambio di maggioranza le condizioni siano rimaste le stesse del 2019 – dice il consigliere Giuseppe Meloni –. Perché la Gallura abbia quell’autonomia che merita bisogna trovare per forza degli equilibri in tutto il territorio regionale. Senza quelle condizioni, o tutti o nessuno, nemmeno il centrodestra riuscirebbe a farla approvare, nonostante i roboanti annunci in campagna elettorale e durante questi due anni degli esponenti dell’attuale maggioranza». (serena lullia)
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