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Cocco e Lai di Leu: «Così si accelera lo spopolamento»

Cocco e Lai di Leu: «Così si accelera lo spopolamento»

CAGLIARI. La previsione è da brividi: fra non molto 350mila sardi potrebbero non aver più un medico di famiglia. A provocare questo vuoto, che ha del clamoroso, sono almeno due zone grigie: il...

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CAGLIARI. La previsione è da brividi: fra non molto 350mila sardi potrebbero non aver più un medico di famiglia. A provocare questo vuoto, che ha del clamoroso, sono almeno due zone grigie: il mancato ricambio generazionale e le troppe sedi vacanti in alcuni casi da quattro anni. È tutto scritto nell’interrogazione presentata dai consiglieri regionali di Liberi e Uguali Daniele Cocco ed Eugenio Lai. «La Regione, attraverso l’Ats-Ares – si legge – deve intervenire subito, per scongiurare il rischio che in numerose comunità, soprattutto delle zone interne, sia cancellato all’improvviso il diritto alla salute». Quali dovranno essere le contromisure? «Al più presto dovrà essere pubblicato l’elenco delle sedi vacanti, alcune lo sono dal 2015, e poi semmai incentivare i medici, con un premio, perché accettino di prendere possesso degli ambulatori nelle aree disagiate, come tra l’altro previsto dall’accordo regionale per la medicina generale».

Il grande rischio. Secondo i due consiglieri regionali di Leu, a pagare il prezzo più alto sono stato finora i Comuni travolti dal fenomeno dello spopolamento. Anzi, fra i motivi della fuga dei giovani da quelle comunità è dovuta proprio «all’amara costatazione che mancano i servizi essenziali, come quello della sanità territoriale di base». Ma anche gli anziani – si legge in un altro passaggio dell’interrogazione – sono in pericolo, «Non si possono lasciare intere comunità senza un presidio fondamentale, come lo è da sempre l’ambulatorio del medico di famiglia». Per poi ribadire che il «parametro per quanto riguarda le zone interne non può essere solo il numero dei pazienti, ma soprattutto l’interesse generale di tenere vivi questi territori».

I vuoti. Come confermato da un recente censimento, i medici in famiglia dovrebbero essere 1.200, ma le sedi vacanti sono oltre ottanta, più una ventina rette da sostituti provvisori, che tra l’altro cambierebbero in continuazione. «Entro due anni – ribadiscono Cocco e Lai – oltre 300 medici andranno in pensione e quindi l’attuale buco diventerà una voragine, rischiando di lasciare intere comunità, all’incirca 350mila sardi, senza la certezza di poter contare sul medico di famiglia».

Contromisure. Per il gruppo di Liberi e Uguali è indispensabile che ci sia un’accelerazione nelle procedure, in carico all’Ats-Ares, con «l’assegnazione delle sedi vacanti, recuperando così i troppi anni di ritardo». Ma, allo stesso tempo, «spetterà alla Regione incentivare i medici perché accettino di entrare in servizio nei Comuni più disagiati e lontano dai grandi ospedali».

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