PICCOLI SEGNALI CRESCONO
di ROBERTO PETRETTO
Si cominciava a percepire il virus come pericolo reale e non come eco di reportage da paesi lontani e sconosciuti. Da allora la nostra quotidianità è cambiata, scandita da orari di lockdown,...
2 MINUTI DI LETTURA
Si cominciava a percepire il virus come pericolo reale e non come eco di reportage da paesi lontani e sconosciuti. Da allora la nostra quotidianità è cambiata, scandita da orari di lockdown, bollettini di contagi, e poi, molto più tardi, dagli obblighi imposti da zone di diverso colore. I concerti sui balconi sono durati un attimo e la coabitazione con l’ospite indesiderato si è protratta ben oltre quello che si poteva prevedere all’inizio. Anche i più pazienti hanno cominciato a non poterne più. Un anno dopo siamo ancora qui, a cercare ogni giorno di cogliere segnali che attenuino la nostra ansia, il nostro senso di oppressione e che diano sostegno alla nostra voglia di normalità, alla nostra speranza di libertà. Cosa ci dicono gli ultimi dati? I contagi calano, è innegabile. Così come calano i ricoverati. E molti dei 21 parametri che scandiscono il destino colorato delle regioni italiane sono un argomento forte per gli ottimisti. Le cose, quindi, vanno meglio. I pronto soccorso congestionati, le file delle ambulanze, sono un brutto ricordo. È giusto, quindi, cominciare a scrutare cieli più azzurri e sereni. Ma è meglio, come in certe giornate di inizio primavera, portare con sé un ombrello, perché il tempo è instabile e per essere sicuri di poter girare leggeri bisognerà attendere una vera e reale bella stagione. Molto potremo fare noi con i nostri comportamenti, molto faranno i vaccini (i dati di Israele fanno capire quanto la vaccinazione incida sul controllo del virus) e molto faranno le misure di prevenzione che verranno adottate. L’estate arriva in fretta e la Regione dovrà, da subito, trattare col nuovo Governo nazionale per trovare un accordo sui controlli in porti e aeroporti. Da attuare con disposizioni non vaghe, ma fatte di riferimenti precisi su come comportarsi e sulle persone a cui rivolgersi. A differenza dello scorso anno, ora ci sono test rapidi che consentono di monitorare la situazione a costi abbordabili. Quindi si evitino duelli all’Ok Corral, che non aiutano nessuno, se non una propaganda di corto respiro. La vita può riprendere, con prudenza e attenzione. E con una programmazione fatta per tempo, senza esibizione di muscoli a favore dei rispettivi elettorati.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google