Patrizia Asproni: «Difficile normare la creatività»
La presidente di Confcultura prova a smorzare le polemiche: a volte basterebbe un po’ di buonsenso
2 MINUTI DI LETTURA
NUORO. Il braccio di ferro tra la fondazione Stazione dell’arte e Maria Sofia Pisu, nipote ed erede di Maria Lai, purtroppo, non è l’unico nel panorama artistico nazionale e internazionale.
Anzi: di questi sgradevoli fatti sono piene le cronache. Ce lo ricorda la nuorese Patrizia Asproni, tra le più attive operatrici culturali in Italia che, dal suo osservatorio privilegiato, non entra nel merito delle vicenda ogliastrina ma si rifà ad un ragionamento generale.
«Vicende di questo tipo sono spiacevolmente comuni nel mondo dell’arte» osserva la presidente del cda a capo della fondazione del museo Marino Marini di Firenze nonché presidente di Confcultura.
«Gli artisti – prosegue – creano e la creatività è complicato inscriverla all'interno di una fredda cornice giuridica. Occorre, invece, adeguare il lascito degli artisti ai tempi che cambiano».
La staticità della norma non sempre va d’accordo con i cambiamenti, e disciplinare le modalità con le quali l’eredità artistica viene consegnata alla collettività non sempre è semplice. «Il patrimonio che lasciano appartiene alla comunità. Ma prendersi cura della loro volontà – conclude a questo riguardo Patrizia Asproni – significa rispettarli e rispettare la loro arte».
Da questa analisi potrebbero scaturire delle riflessioni in grado di indicare la strada verso la soluzione di una diatriba giudiziaria che, giunta di fronte al giudice cagliaritano Bruno Malagoli è destinata, già nelle prossime settimane, ad essere discussa di fronte ad un organo collegiale.
Sul campo rimane, tuttavia, la sgradevole sensazione che questa contesa sia destinata a gettare un'ombra sull'incredibile avventura artistica e personale che ha trasformato una donna minuta in un gigante dell'arte.
E sono in tanti a pensare che la ricchezza rappresentata dal lascito di Maria Lai alla sua Sardegna, terra di premi Nobel, rivoluzionarie e delle prime sindache d'Italia, non andrebbe sprecata in simili contese. A volte – come suggerisce anche Patrizia Asproni – basterebbe solo un poco di buon senso. (g.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Anzi: di questi sgradevoli fatti sono piene le cronache. Ce lo ricorda la nuorese Patrizia Asproni, tra le più attive operatrici culturali in Italia che, dal suo osservatorio privilegiato, non entra nel merito delle vicenda ogliastrina ma si rifà ad un ragionamento generale.
«Vicende di questo tipo sono spiacevolmente comuni nel mondo dell’arte» osserva la presidente del cda a capo della fondazione del museo Marino Marini di Firenze nonché presidente di Confcultura.
«Gli artisti – prosegue – creano e la creatività è complicato inscriverla all'interno di una fredda cornice giuridica. Occorre, invece, adeguare il lascito degli artisti ai tempi che cambiano».
La staticità della norma non sempre va d’accordo con i cambiamenti, e disciplinare le modalità con le quali l’eredità artistica viene consegnata alla collettività non sempre è semplice. «Il patrimonio che lasciano appartiene alla comunità. Ma prendersi cura della loro volontà – conclude a questo riguardo Patrizia Asproni – significa rispettarli e rispettare la loro arte».
Da questa analisi potrebbero scaturire delle riflessioni in grado di indicare la strada verso la soluzione di una diatriba giudiziaria che, giunta di fronte al giudice cagliaritano Bruno Malagoli è destinata, già nelle prossime settimane, ad essere discussa di fronte ad un organo collegiale.
Sul campo rimane, tuttavia, la sgradevole sensazione che questa contesa sia destinata a gettare un'ombra sull'incredibile avventura artistica e personale che ha trasformato una donna minuta in un gigante dell'arte.
E sono in tanti a pensare che la ricchezza rappresentata dal lascito di Maria Lai alla sua Sardegna, terra di premi Nobel, rivoluzionarie e delle prime sindache d'Italia, non andrebbe sprecata in simili contese. A volte – come suggerisce anche Patrizia Asproni – basterebbe solo un poco di buon senso. (g.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
