Addio a Piero cronista di razza e uomo generoso

A Sassari il saluto al giornalista nella chiesa di San Giuseppe Il vescovo: colpito dalla sua curiosità in un pellegrinaggio

SASSARI. Una missione, l’ha definita così la professione del giornalista l’arcivescovo di Sassari Gian Franco Saba che ieri mattina nella chiesa di San Giuseppe ha presieduto la concelebrazione per l’ultimo saluto al nostro collega Piero Mannironi. E quel termine l’ha usato non a caso, pensando proprio a Piero, al suo modo di interpretare il ruolo di cronista, di inviato. Di uomo che andava a indagare e scavare, sempre con rispetto e lealtà, guardando le facce delle persone e provando a capire prima di altri le situazioni.

Niente assembramenti e neppure abbracci, non si può perché la pandemia ha staccato la spina dell’umanità, ha trasformato le persone in numeri e anche nel dolore così atroce per una morte improvvisa tutto resta sospeso. I posti vuoti, separati dal bollino verde, colleghi e amici fuori nella piazza. Un grande silenzio, di quelli che Piero amava perché sono il primo passo per non sbagliare. Il vescovo, il parroco di San Giuseppe don Canu, don Gaetano Galia, cappellano del carcere e riferimento degli ultimi, delle persone in difficoltà, e don Michele Murgia, responsabile della comunicazione diocesana, tutti in qualche modo legati alla figura di Piero. Il ricordo del vescovo di quella lunga camminata insieme, da Sassari verso Porto Torres, un pellegrinaggio alle tombe dei Martiri Turritani che Piero aveva fatto con la curiosità intellettuale e laica di chi si avvicina a un evento custodito nello scrigno di una storia millenaria, per capire ogni aspetto. Lui, uno studioso che non si lasciava condizionare, forse un giorno ci sarebbe anche tornato su quel percorso che affascina un popolo sempre in cammino. E il dialogo, quello che cercava sempre un giornalista mai andato in pensione ma solo uscito dalla redazione. Allora con un po’ di amarezza e poi con una voglia e una gioia ritrovate.

Ha preso in prestito una dichiarazione del direttore della Nuova Antonio Di Rosa monsignor Saba per tratteggiare Piero: “...un giornalista di grande valore, una penna eccelsa che avevo convinto a rimettersi in pista per raccontare storie...”. Poi un passaggio del pezzo scritto da Paolo Merlini: “...La Nuova Sardegna ha perso il suo più grande inviato, un cronista di razza che ha sempre considerato il proprio lavoro una missione al servizio dei lettori e della verità...”.

È sembrato di vedere il suo sorriso ieri mattina. Il sorriso di Piero incorniciato nella barba bianca, quel segnale di approvazione e anche di speranza, di sostegno ai suoi cari. A Daniela, Bianca, Antonio e Claudia, insieme in un grande abbraccio, un dolore composto e la consapevolezza che serve una grande forza per andare avanti. E quel sostegno arriverà da Piero, uomo leale, altruista, umile e buono che lascia una straordinaria eredità fatta di valori inattaccabili.

Un signore. Ciao Mannirò, nessuno spegnerà mai il tuo sorriso. (g.baz.)

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