Rau, 95 anni di golose intuizioni

Tutto iniziò con un’idea di Lucrezio: dal bar a Berchidda alla produzione di liquori a Sassari. La prima tavola calda. Le ricerche su mirto e gin

Poche aziende in Sardegna vantano tanti successi quanti quelli che hanno segnato la vita della sassarese Rau.

Dalla pasticceria fresca quella secca, dall’enologia fino e soprattutto alla distilleria: una lunga catena di successi che toccano quasi un secolo di vita. La storia comincia a Berchidda quando Lucrezio Rau lascia il bar-pasticceria che aveva in paese per trasferirsi a Sassari. Era il 1926. Dopo un po’ sono arrivati in città anche i fratelli Mario, Giovanni e Antonio. La famiglia è stata da sempre uno dei punti di forza dei Rau. «Nostro nonno, Lucrezio – raccontano oggi Mimì e Pietro che col fratello Marco sono oggi a capo dell’azienda – voleva mettere su oltre a una importante azienda per la produzione di dolci, anche una fabbrica di liquori. Tutti prodotti da vendere nei bar di famiglia: c’era un locale in via Battisti, uno al Corso e uno in piazza d’Italia. Ma la prima sede della fabbrica di liquori era in via Cagliari, prima di trasferirsi in via Roma e infine in via Gorizia, dove abbiamo ancora la pasticceria. In quei tempi molte aziende fabbricavano anche bibite: aranciate, gazose e simili. E nostro nonno non voleva essere da meno. Il principio era: tutto quello che vendiamo nei nostri bar lo vogliamo produrre noi».

Non solo, Lucrezio aveva capito che sarebbe stata utile anche una macchina per la torrefazione del caffè crudo. Ne comprò una e la volle regalare alla figlia. «E nostra zia – raccontano Mimì e Pietro – insieme al marito volle sfruttare tutte le potenzialità di quella macchina. Tanto che da quella idea, i suoi figli, Tonino e Paolino Taras, fecero nascere la Mokador, uno dei marchi leader in Sardegna nel campo della torrefazione».

Ma le intuizioni di Lucrezio Rau e della sua famiglia, non si fermano qui, se è vero che agli inizi degli anni Sessanta fece nascere, in via Roma a Sassari, la prima tavola calda in Sardegna. Un’attività che dieci anni dopo i Rau cedettero a Bellu i quali chiamarono il locale “3B”. Progressivamente al timone delle attività era passato il figlio di Lucrezio, Rino Rau, che ha dato all’azienda di famiglia una struttura più moderna e dinamica. Nel frattempo in azienda hanno cominciato a muovere i primi passi i figli di Rino che hanno accentuato l’impronta industriale delle attività con obiettivi che guardavano sempre di più ai mercati nazionale e internazionale. Alle attività tradizionali dell’azienda, a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila è nata anche Tre Janas che produce pasticceria secca in modo industriale: dai papassini ai panettoni, dagli amaretti ai pluricelebrati torroncini.

Ma da molti anni la parte del leone in azienda la fanno i liquori: prima vennero quelli a base di anice, e poi il Villacidro e il limoncello. E soprattutto il mirto che con il passare degli anni ha conquistato spazi di mercato sempre pià importanti.

«Il liquore di mirto – racconta Mimì – commercialmente è nato negli anni Settanta. La moda è scoppiata soprattutto con il boom della Costa Smeralda». La forte domanda di mirto, negli anni Novanta, ha fatto scatenare una produzione di liquore ottenuto da essenze più che da bacche. Ma i Rau, insieme a Zedda Piras e Bresca Dorada hanno voluto adottare un disciplinare molto severo a tutela della qualità del prodotto ottenuto da bacche o foglie (che si usano per il mirto bianco). Un protocollo messo a punto dalle aziende interessate, dal gruppo di ricerca del professor Andrea Franco dell’università di Sassari e dall’istituto di San Michele all’Adige.

Ed è proprio la collaborazione con importanti enti di ricerca che costituisce una marcia in più dell’azienda di Predda Niedda: dall’impegno nella produzioni di vini pluripremiati, all’avveniristico progetto della doppia distillazione ora in fase di lancio. Fino alla produzione di “Genesi”, un fantastico gin mediterraneo a base di 14 componenti botaniche da poco arrivato sul mercato.

Nella foto la Festa della vendemmia. nell’azienda agricola L’Ariosa dei fratelli Rau.
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