Tamponi ai passeggeri in arrivo nei porti e negli aeroporti sardi

L’Ats prepara i protocolli per i controlli sanitari sugli accessi. Temussi: test rapidi e molecolari dalla prossima settimana

SASSARI. Probabilmente è il compito più complicato, ma anche quello che potrebbe alzare al massimo tutti i livelli di sicurezza. Da oggi inizia la corsa contro il tempo che dovrebbe portare Ares-Ats ad allestire i controlli sanitari nei porti e negli aeroporti entro una settimana dal passaggio della Sardegna dalla zona gialla a quella bianca. In attesa che si sappia qualcosa in più sulle richieste di “severi controlli sanitari” sui passeggeri in arrivo fatta dal presidente della Regione, Christian Solinas, al ministro della Salute, Roberto Speranza, la Sardegna proverà ad organizzarsi con quello che ha a disposizione: «Utilizzeremo i tamponi antigenici e molecolari sui passeggeri che arriveranno nei porti e negli aeroporti sardi – spiega il commissario di Ares-Ats, Massimo Temussi –. L’obiettivo è evitare un innalzamento dell’indice Rt (quello che misura il tasso di contagiosità del virus Sars-cov-2, ndr) in tutta la Regione. Sappiamo che la variante inglese è sbarcata nell’isola attraverso passeggeri arrivati dal Libano e dell’Albania e non abbiamo intenzione di abbassare la guardia».

Mettere in piedi la rete di controllo in poco tempo, tuttavia, non sarà facile: «Abbiamo già un accordo di massima con le società di gestione degli aeroporti – continua Temussi – e domani incontreremo i responsabili dell’Autorità portuale. Non sappiamo quando potremo iniziare ma faremo di tutto per fare in modo che entro la prossima settimana i controlli sanitari siano operativi in ognuno degli scali sardi». A differenza di quanto accadeva durante le prime fasi della pandemia, adesso sono disponibili i tamponi (antigenici e molecolari) e anche i macchinari per processarli. Sarà molto più complicato trovare il personale medico, anche perché il “nuovo” sistema di controlli sanitari in porti e aeroporti si affiancherà allo screening previsto a Cagliari sabato 6 e domenica 7 marzo. Un’occasione che impegnerà più di duemila tra medici ed infermieri e che per forza di cose ridurrà le risorse umane a disposizione di Ares-Ats. Allo sforzo per completare o screening su Cagliari, poi, deve essere aggiunto quello relativo alla campagna di vaccinazione, che limita ulteriormente i numeri della forza lavoro a disposizione: «Abbiamo un problema con il personale – conferma Temussi – ma sono convinto che tutto possa risolversi nonostante la concomitanza con altri impegni».

A dare una mano ad Ares-Ats ci sarà sicuramente il ristrettissimo numero di passeggeri che sbarcano giornalmente in Sardegna. Al momento, infatti, arrivano pochissimi voli al giorno, tutti da Roma e da Milano. Lo stesso discorso vale per le navi, già poco frequentate per via delle limitazioni sugli spostamenti e ulteriormente ridotte dal mancato accordo sulla proroga della continuità territoriale marittima che, da domani, mette in dubbio ogni collegamento con la Penisola operato dalla compagnia di navigazione Tirrenia-Cin. (c.z.)
 

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