La Nuova Sardegna

Matteo Salvini: «Siamo tornati al governo aiuteremo anche l’isola»

di Alessandro Pirina
Matteo Salvini: «Siamo tornati al governo aiuteremo anche l’isola»

Il leader della Lega oggi a Cagliari: in programma un faccia a faccia con Solinas «I nostri rapporti sono ottimi. Rimpasto? Lascio queste decisioni al territorio»

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SASSARI. Manca dall’isola da quasi due anni. Ai tempi era ancora ministro dell’Interno nel Conte primo. Nel frattempo è stato un anno e mezzo all’opposizione del Conte bis e ora è ritornato al governo nella grande coalizione targata Draghi. Oggi Matteo Salvini ritornerà a Cagliari per l’udienza del processo contro un attivista sardo, Mauro Aresu, sul banco degli imputati per un post scritto su Facebook che richiamava piazzale Loreto in occasione di una visita in città nel 2017. Ma per il leader della Lega sarà anche l’occasione per un nuovo faccia a faccia con il governatore Christian Solinas.

Salvini, due anni fa la vittoria alle regionali: quali sono oggi i suoi rapporti con Solinas?

«Ottimi, e sono felice di tornare in Sardegna. Abbiamo ancora tre anni per completare il miglioramento della Regione: ce la faremo».

L’asse Lega-Psd’Az appare meno solido del passato: non crede che da alleati di ferro i sardisti possano diventare i principali concorrenti nel campo del centrodestra?

«Non direi, e comunque l’impegno a fare meglio degli alleati è un valore aggiunto per la coalizione».

La Lega ha tre assessorati, di cui due molto pesanti. Partiamo dalla Sanità. In questi mesi di pandemia l’assessore Nieddu è finito spesso nel mirino. Come giudica il suo operato?

«La Sardegna è stata appena proclamata zona bianca, prima in Italia: è merito anche delle strategie sanitarie regionali. Ora il governo nazionale dovrà rispondere positivamente ad alcune richieste come la riapertura del punto nascite alla Maddalena e Tempio».

L’assessorato ai Trasporti è guidato da Giorgio Todde. Un settore strategico per l’isola ma anche quello con maggiori problemi. Sulla continuità marittima la responsabilità è del governo, su quella aerea è della Regione. L’isola però sta andando verso un isolamento senza precedenti. Come fare per evitarlo?

«Ci stiamo lavorando, anche al governo nazionale. Servono investimenti e programmazione, i soldi europei possono essere decisivi. Anche per questo la Lega ha deciso di sostenere Draghi: vogliamo incidere, anche nell’interesse dei sardi. Per la continuità aerea il bando è pronto e ci sarà una proroga sino al 31 ottobre, per quella marittima auspichiamo una collaborazione fruttuosa tra Regione e governo».

In due anni gli equilibri in maggioranza sono cambiati parecchio, la stessa Lega ha perso una consigliera. In caso di rimpasto la Lega rischia di perdere un assessorato?

«Da autonomista convinto, lascio queste decisioni al territorio. Mi fa piacere che in molti stiano entrando o chiedendo di entrare nella Lega».

La Lega nell’isola: il partito è stato riaffidato nelle mani di Eugenio Zoffili. A quando un coordinatore sardo?

«Zoffili ha fatto un lavoro straordinario, il partito è cresciuto molto e abbiamo una classe dirigente capace e credibile. Quando ci saranno le condizioni faremo il passaggio di consegne, anche se Zoffili è così innamorato della Sardegna che temo voglia trasferirsi».

Nella campagna elettorale di due anni fa lei promise che avrebbe portato il prezzo del latte a un euro. Non è andata così. Cosa risponde a chi la accusa di avere fatto promesse irrealizzabili solo per avere il voto dei pastori?

«Rispondo con i fatti. L’allora ministro Centinaio aveva fatto approvare dal Parlamento - senza nemmeno un voto contrario - il Decreto emergenze in agricoltura che prevedeva tutti i ristori possibili per soddisfare le richieste dei pastori. Purtroppo Bellanova non ha approvato i decreti attuativi, la pandemia ha peggiorato la situazione e a livello internazionale la richiesta di pecorino è crollata. Una delle priorità del neosottosegretario Centinaio è riprendere in mano il dossier della filiera del latte ovino. Aggiungo che la Lega ci ha messo la faccia e ha invitato a Roma i pastori per trovare una soluzione concreta. Non mi pare che gli altri partiti l’abbiano fatto».

Come giudica i primi passi del governo Draghi?

«Diciamo che il governo è stato completato da pochi giorni, con la nomina di viceministri e sottosegretari: ora non ci sono scuse ed è necessario agire in fretta. Come Lega, portiamo a casa i primi risultati: l’accelerazione per il taser alle forze dell’ordine e l’annunciato intervento sulle cartelle esattoriali per aiutare famiglie e imprese. Ci aspettiamo un cambio di passo sull’economia e sulla gestione della pandemia».

Lei è uno dei principali sostenitori della linea pro riaperture: come si potrà riuscire a farla conciliare con la necessità di garantire la sicurezza dei cittadini?

«Se si può andare al ristorante in perfetta sicurezza a pranzo, le stesse regole possono essere replicate anche a cena. Inutile penalizzare migliaia di ristoratori - e tutta la filiera - con divieti spesso irragionevoli e annunciati all’ultimo minuto. Non sottovalutiamo la tutela della salute, anzi: è ragionevole pensare a chiusure mirate in zone dove il virus si diffonde pericolosamente - accelerando subito le vaccinazioni, come successo a Brescia grazie al piano Bertolaso -, ma in aree dove la situazione è sotto controllo non vanno penalizzate le attività produttive. Visto che la Sardegna è un gioiello che il mondo ci invidia, ci impegneremo per valorizzare al massimo il turismo».

Capitolo vaccini: crede che la gestione Draghi possa imprimere una svolta?

«Ne sono sicuro, altrimenti non lo sosterremmo. Credo che l’Italia debba e possa fare da sola, visto che le trattative europee non sono state efficienti».

La Sardegna è in zona bianca, ma siamo ultimi nella somministrazione dei vaccini. Una situazione un po’ paradossale.

«Confido che, anche grazie al lavoro dei ministri leghisti come Giorgetti, l’Italia possa ottenere più vaccini. Non dimentichiamo che avendo poche scorte molte regioni hanno rallentato le somministrazioni per evitare di rendere inefficaci i vaccini già inoculati. Sono orgoglioso che la Sardegna si sia riscattata con la zona bianca, visto che questa estate era stata trattata da troppi come il focolaio d’Italia e Solinas era stato insultato perché chiedeva garanzie sanitarie per permettere l’ingresso in Sardegna. Il tempo è galantuomo».

Quali sono le priorità con i fondi del Recovery?

«Alta velocità ferroviaria, completamento della rete stradale - penso alla nuova strada Olbia-Arzachena-Santa Teresa, agli interventi sulle strade statali 125 e 195, al collegamento tra est e ovest della Regione -, investimenti nell’idrogeno, nuovi e moderni ospedali hub a Cagliari e Sassari, riforestazione della regione, valorizzazione della più grande ed estesa rete di cantieri archeologici per mostrare al mondo i siti nuragici».

La Sardegna sperava di avere più rappresentanti nel governo Draghi, invece una sola sottosegretaria, Alessandra Todde del M5s. Nell’isola inevitabilmente serpeggia un po’ di malumore.

«Capisco, si tratta di un governo di emergenza dove Draghi ha avuto l’ultima parola su tutte le scelte. Come Lega ci impegniamo a lavorare su dossier concreti e utili anche nell’interesse della Sardegna».

Crede che questo governo possa resistere alle sue forti differenze interne?

«Dobbiamo lavorare a piano vaccini, infrastrutture, aiuti per famiglie e imprese. Poche cose decisive, da fare bene e in fretta. Sono fiducioso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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