La Nuova Sardegna

«Ora stiamo dove si decide e a Roma c’è chi vi ascolterà»

di Umberto Aime
«Ora stiamo dove si decide e a Roma c’è chi vi ascolterà»

Il leader leghista dopo il pranzo di lavoro con Solinas: «Sardegna in zona bianca: ritorno alla vita» Sostegno al Covid pass, plauso a Draghi su protezione civile e Recovery. «L’Italia acquisti più vaccini» 

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CAGLIARI. L’asso pigliatutto Matteo Salvini se l’è giocato subito. D’impeto, ha benedetto la Sardegna. «Complimenti vivissimi dalla Lega alla prima regione d’Italia in zona bianca». Lo ha fatto, in diretta, dopo un pranzo di lavoro con il governatore Christian Solinas e altri dodici commensali. A tavola i due avrebbero discusso un po’ di tutto: dal Covid ai trasporti, dai vaccini alle bonifiche, dal turismo alla peste suina. «Da oggi in poi nostri ministri, sottosegretari compresi, sono a tua completa disposizione. Siamo entrati a far parte del governo Draghi, perché, in un momento così complicato, è meglio stare dove si decide e non da altre parti. Ora puoi contare su gente che ti ascolterà, a Roma. Quelli che erano sordi, per fortuna li abbiamo mandati a casa», dirà più tardi rivolto al governatore. Per poi sposare l’ultimo slogan lanciato in corsa dal coordinatore regionale Eugenio Zoffili, «Abbiamo bisogno di lavoro e sicurezza per riprendere a vivere una vita normale».

Il battimani. Con evidente entusiasmo, Salvini s’è lasciato andare dopo aver testimoniato in Tribunale, «non sono una parte lesa che prova rancore contro chi mi ha minacciato» e dopo alcuni faccia a faccia volanti. «Ho incontrato tanta gente che soffre ma, lo giuro, nessun sardo rimarrà indietro. Sono un ottimista, ci dobbiamo riuscire». Ha detto anche questo dopo essersi confrontato, a porte chiuse, con i consiglieri regionali, gli assessori e alcuni attivisti della Lega: «Noi abbiamo sempre grande fiducia nelle nostre squadre che governano e amministrano. Tra l’altro qui da voi la campagna di tesseramento sta andando molto bene». Ma qualcosa pure non andrà al meglio, senatore? «Certo, ma d’ora in poi, a Roma e a Cagliari, da tutti pretenderò più efficienza, più velocità, più trasparenza». A proposito: «Sono molto soddisfatto che dall’incarico di commissario nazionale per il Covid sia stato sollevato il signor Arcuri. Nulla di personale, ma la sua gestione è stata fallimentare. Con un generale dell’Esercito, Francesco Paolo Figliuolo, esperto internazionale di logistica militare, ci sarà finalmente l’auspicato cambio di passo. Ringrazio Draghi per aver risolto, con tempestività, quello che ormai era diventato un problema enorme per tutti gli italiani».

I complimenti. Salvini ha esordito: «Essere qui, in Sardegna, nel vostro primo giorno in zona bianca è per me una piacere. Non l’ho cercato, quest’appuntamento. È stato il caso, anzi un caso giudiziario, a farmi ritornare qui dopo quasi due anni. Bene, approfitto dell’occasione, del destino favorevole, e vi dico: complimenti. Siete uno splendido esempio. Attenzione, però, non è un via libera. Dovete continuare a essere responsabili come lo siete stati finora». Poi in un crescendo rossiniano: «Chiederò al Governo di darvi al più presto tutti gli strumenti possibili, perché questo primato lo possiate difendere anche d’estate. La scorsa, invece, vi hanno accusato, offendendovi, di essere gli untori del Mondo. Oggi è la vostra rivincita. Sì, lasciatemelo dire: la Sardegna in zona bianca è uno splendido ritorno alla vita ma dovrà esserlo in piena sicurezza». Pass anti Covid compreso: «È una grande idea. Però ad averla avuta per primo, lo voglio ricordare, è stato il mio amico Christian. Ma quando il passaporto lo proponeva lui, gli davano del matto. Ora tutti lo vogliono. Voi dovete pretenderlo. Vi auguro una stupenda estate. Dovrà essere sicura e soprattutto zeppa di turisti».

Vaccini in abbondanza. «L’Europa ha sbagliato nei contratti. Come fanno da mesi altre Nazioni, anche l’Italia deve muoversi per conto proprio, o non ne usciamo». Sono state le parole di Salvini dopo aver ribadito: «A me non interessa se arrivano dalla Russia o da Marte, l’importante è che le fiale funzionino. Fra qualche giorno parlerò con il governo di San Marino, per capire meglio com’è riuscito a comprare le dosi attraverso altri canali. Le nostre Regioni sono pronte, ma se non arrivano i vaccini è un disastro. Lo ripeto: è lo Stato che deve muoversi e lo deve fare in fretta a cominciare dalla Sardegna. Così come, ho detto pure questo a Draghi, il Recovery plan italiano andrà riscritto da cima a fondo. Quello precedente era impresentabile, come il secondo governo Conte».

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