Dai canestri al trading on line: la nuova vita di coach Carosi

L’ex allenatore della Dinamo ora vive alle Canarie e lavora con le criptovalute: «Ho una academy e ho sfornato un migliaio di traders, il basket è più stressante»

SASSARI. Ogni cosa, anche la vita, può assumere i contorni di un grafico. La vita precedente di Andrea Carosi, quella di allenatore, è scandita da una linea tachicardica, volatile, fatta di alti e bassi, di picchi e abissi. Da coach della Dinamo, ai campionati minori fino alle giovanili. «Il basket ha troppi fattori imprevedibili – dice Andrea Carosi – è un ambiente che non riesci a controllare. Dove le capacità, i risultati, troppo spesso non pagano. È bellissimo, resta una passione, ma viverci non è più possibile».

Paradossalmente il trading online, il Forex, il mercato delle valute, può diventare una scommessa meno rischiosa e più rassicurante, un mondo fatto di leggi statistiche, di situazioni che si ripetono, e per questo più governabile, comprensibile e abitabile. «Otto anni fa un mio amico mi ha fatto vedere come funzionava il Forex. In linea di principio una cosa semplicissima: compri una valuta quando il prezzo è basso, la rivendi quanto il suo valore è cresciuto». Un po’ come la borsa, ma se lì lavori sulle azioni, qui maneggi i soldi. Ciò che ti fa guadagnare è il famigerato spread, una parola che si sente spesso, e che indica la differenza tra due prezzi, tra quello di acquisto e quello di vendita.


«Il segreto sta nel prevedere l’impennata o il calo, giocare d’anticipo, capire i trend del mercato. Io dalla mia avevo nel cassetto una laurea in Statistica, un foglio di carta impolverato che finora non mi era servito a nulla. Però la statistica analizza il passato per poi leggere il presente e il futuro, ed io è esattamente questo che ho provato a fare con il forex trading prima e con le cryptovalute adesso: sfruttare le onde di Elliot, osservare il movimento dei prezzi di una valuta o di una crypto, capire quando è il momento giusto per acquistarla o per venderla».



Gli studi, la predisposizione matematica e anche l’intuizione e la giusta scintilla, hanno fatto sì che il trading diventasse un lavoro a tempo pieno e che le quotazioni della vita di Andrea Carosi, a 56 anni, siano decisamente al rialzo. Guadagna bene, si è trasferito alle Canarie, non allena più giocatori di pallacanestro ma è rimasto comunque un coach: ha una sua accademia che in questi anni ha sfornato più di mille traders, fa corsi e formazione sul forex, (www.readytoforex.com) tra due settimane partiranno le lezioni sulle cryptovalute e ad oggi ha più di trecento allievi. «Il mio primo avvertimento è che con il trading ci si può fare molto male. Con il forex soprattutto, il 95 per cento delle persone brucia il conto. Io lo dico subito ai miei allievi, anche a costo di farli scappare. Non ci si improvvisa, bisogna studiare, non fidatevi mai di chi promette profitti facili, non puoi infilarti in questo mondo da autodidatta, non all’inizio perlomeno. Occorre conoscere molto bene il funzionamento dei mercati valutari, e soprattutto bisogna imporsi disciplina e autoregolarsi nella gestione del rischio. Mai mettere a repentaglio più del 2 % del proprio capitale ad operazione. Hai delle funzioni che ti consentono di impostare lo stop loss, un limite di perdita, in modo che se scendi più di quel tanto il software vende in automatico, e tu avrai sempre il paracadute. Solo in questo modo uno può andare a letto e dormire sonni tranquilli. Ed è un paletto che impongo ai miei studenti, e chi non lo rispetta viene espulso dalla academy». Il forex è una scommessa molto delicata, fatta di piccole transazioni quotidiane, che richiede un capitale di almeno 10mila euro da investire, e dove i margini di guadagno dalla compravendita di una valuta difficilmente superano il 10 per cento. Ecco perché ultimamente tutti si sono tuffati sulle cryptovalute, nell’universo di Bitcoin, Ethereum o delle altre altcoin, dove partendo con poche migliaia di euro di budget, il profitto giornaliero può arrivare anche al 30%. Chi ha acquistato i Bitcoin (la prima crypto, la più conosciuta e ormai la più stabile che consente investimenti anche sul lungo termine) a marzo del 2020, adesso ha incrementato il valore del 680%. Chi ha comprato Bitcoin tre mesi fa, ora ha un guadagno del 92%. E il grafico è una scalata costante dal 2013 ad oggi. «Mi sono avvicinato alle cryptovalute grazie a mio figlio. Ho visto che riusciva a realizzare guadagni inimmaginabili sul forex. Da settembre puntando su Cardano, bitcoin e altre altcoin è riuscito a totalizzare il + 700%. Allora mi sono incuriosito e ho provato ad applicare la mia esperienza sul forex e le onde di Elliot anche sulle crypto. Il meccanismo è identico, e i segnali che riesco a estrapolare funzionano».

I segnali altro non sono che una previsione grafica: sono quelle linee, fatte di tante candelette rosse e verdi, che tracciano l’evoluzione del prezzo di una valuta. Il segnale è buono quando sta per delineare una potenziale impennata, ovvero una “candelina” verde che da minuscola sta per diventare un “candeliere”. «Inizio a lavorare alle 8,30 e finisco alle 23,15. Naturalmente non sto sempre appiccicato al pc, faccio trading nell’arco di una giornata, ma non “scalping”, cioè operazioni ogni minuto, troppo stress. Ho sviluppato un software che analizza per me i grafici delle valute e anche delle crypto (che sono centinaia), e mi indica quelle che hanno più probabilità di avere un trend rialzista. Le controllo e se mi convincono le compro e le condivido con i miei studenti. Poi ho un portafoglio con bitcoin, etherium, cardano e altre crypto emergenti. Bitcoin sta diventando sempre di più una moneta di scambio, non è tracciabile, i colossi dell’economia ci stanno puntando, basti pensare a Tesla, o Paypal. Al momento per me rappresenta un investimento più sicuro di molti altri».
 

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