Vaccini Covid, in campo anche le farmacie: «Soluzione ideale»

Corrado Giua Marassi presidente della Sifac si schiera a favore del coinvolgimento:  «È una prassi in mezza Europa e possono garantire subito il cambio di passo»

SASSARI. L’accordo nazionale è già stato firmato. Ora la palla passa alle Regioni, che dovranno recepirlo. I vaccini inoculati direttamente in farmacia, d’altra parte, sono una novità in Italia ma nel resto del continente europeo sono ormai una prassi, soprattutto quelli antinfluenzali. Intanto, l’elenco della farmacie che hanno aderito è quasi pronto e dopo Pasqua dovrebbe essere inviato al commissario per l’emergenza Covid, il generale Figliuolo. E potrebbe essere la svolta, perché la platea dei vaccinatori si amplierebbe notevolmente portando in dote al “sistema” qualità che diversamente sarebbe complicato garantire. Anche in Sardegna. I motivi li spiega Corrado Giua Marassi, presidente della Sifac, la Società italiana di farmacia clinica: «Per fare il cambio di passo nelle vaccinazioni le farmacie sono la chiave di volta. Hanno almeno tre punti di forza: la prossimità, la fiducia e la flessibilità. Il farmacista di comunità è sicuramente il professionista sanitario più prossimo a tutti i cittadini – spiega Giua –, anche a quelli più lontani logisticamente o refrattari a recarsi presso i presidi ospedalieri e i punti vaccinali. Il farmacista, poi, ha sempre rappresentato il depositario della fiducia dei suoi clienti-pazienti, anche nelle zone rurali e nelle piccole comunità. Questo vincolo è stato rinsaldato dalla pandemia. Anche le fasce di popolazione più restie alla vaccinazione vedono nel farmacista un alleato per ridurre lo scetticismo e la diffidenza. Il ruolo di quest’operatore sanitario, testato durante la pandemia in merito all’informazione e alla lotta alle fake news. Infine c’è la flessibilità, fondamentale per chi sarà costretto ad incastrare impegni lavorativi con l’appuntamento per la vaccinazione».

Ai punti di forza si aggiunge la diffusione e i numeri che, secondo Giua Marassi, potrebbero garantire: «In Sardegna le farmacie sono 613. Se ciascuna vaccinasse anche solo 20 pazienti al giorno, ipotizzando che aderiscano la metà delle farmacie, avremmo circa 6mila vaccinati al giorno, un numero vicino alla media giornaliera regionale». Anche sul piano della sicurezza, una delle parole chiave, il presidente della Sifac non ha molti dubbi: «Posto che si tratta di combattere un’emergenza in cui è necessario aumentare il numero delle inoculazioni in tempi brevi, ci sono esempi che provengono dalle campagne vaccinali effettuate in altri Paesi Europei, dove i farmacisti hanno già un ruolo nelle vaccinazioni e sono autorizzati ad effettuarle in farmacia, in molti casi su prescrizione medica e, dunque, in collaborazione con la classe medica stessa. In Gran Bretagna, Portogallo, Francia, Norvegia, Irlanda, Svizzera, Danimarca e Grecia il farmacista gioca un ruolo chiave nella stagione delle vaccinazioni antinfluenzali».


Poi, in farmacia verranno vaccinati solo i soggetti meno fragili: «Si tratta di soggetti sani e in attività che presentano scarsi fattori di rischio. In ogni caso, verranno seguite le regole di sicurezza predisposte dagli accordi– conclude Giua Marassi – Che poi, se uno ci pensa, nei poliambulatori non esistono le sale di rianimazione e i farmacisti seguiranno i protocolli dell’Iss e faranno un periodo di tutoraggio negli hub vaccinali».
 

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