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L’Italia rivede il programma: AstraZeneca va solo agli over 60

L’Italia rivede il programma: AstraZeneca va solo agli over 60

L’Ema conferma un possibile nesso con le trombosi rare, ma «i benefici restano maggiori dei rischi» Locatelli rassicura: «Non ci sono elementi per scoraggiare la somministrazione della seconda dose»

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[FIRMA&LUOGO]di Patrizia Antonini

<MC>BRUXELLES

[TESTO]L’Italia raccomanda l’utilizzo del vaccino Astrazeneca solo per gli over 60. E’ la scelta indicata da Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità anche dopo le comunicazioni dell’Ema, che pure ha evidenziato i maggiori vantaggi rispetto ai rischi del farmaco anglo-svedese e la riunione dei ministri della Salute dei 27. «Considerando i dati sulla letalità per coronavirus che confermano che le vittime sono perlopiù anziani, l'idea è di raccomandare l'uso preferenziale di AstraZeneca oltre i 60 anni», ha spiegato il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli all'incontro tra Governo e Regioni che si è tenuto in serata, aggiungendo comunque che «non ci sono elementi per scoraggiare la somministrazione della seconda dose» per quanti avessero già avuto la prima.
Pur riconoscendo i casi eccezionali di trombosi come «effetti indesiderati molto rari» dell'immunizzante anglo-svedese, l'Ema non aveva ritenuto di raccomandare uno stop delle somministrazioni per genere o fasce d'età, demandando la decisione ai singoli Stati, in base alle loro esigenze. Perché, come ribadito dalla direttrice Emer Cooke, si tratta di eventi davvero straordinari, con un'incidenza molto bassa. «I benefici superano i rischi», ha sottolineato a più riprese la farmacologa irlandese, che ha rivolto un appello agli europei a vaccinarsi con tutti gli immunizzanti disponibili.
La presidente del Prac, la commissione per la valutazione del rischio dell'Agenzia europea, Sabine Straus, ha tuttavia ammesso che i casi analizzati hanno fatto rilevare «un forte legame» tra il vaccino di AstraZeneca e gli eventi collaterali «molto rari», e per questo motivo è stata stabilita una «probabile causalità».
Si è arrivati a questa conclusione dopo un'analisi approfondita di 62 casi di trombosi cerebrale e 24 dell'addome riportati nel database sulla sicurezza dei farmaci dell'Ue alla data del 22 marzo, 18 dei quali fatali. «Una spiegazione plausibile» delle cause scatenanti non è stata individuata, ma tra le ipotesi «c'è una risposta immunitaria al vaccino che porta a una condizione simile a quella osservata a volte nei pazienti trattati con eparina, definita trombocitopenia indotta dall'eparina».
Ad ogni modo l'Ema ha espresso la volontà di imporre ad AstraZeneca «approfonditi studi per capire di più sugli effetti di rischio» del suo vaccino, ha spiegato il responsabile della task force sull'analisi dei dati Peter Arlett. Così i ministri Ue hanno ritenuto di andare oltre l'aggiornamento del bugiardino e gli avvisi raccomandati dall'Ema, raccogliendo l'appello della commissaria Stella Kyriakides «a parlare con una voce sola». L'Unione si era infatti presentata divisa all'appuntamento. Anche il Belgio, subito dopo la conferenza stampa dell'Ema, si era aggiunto alla schiera di quanti avevano già imposto delle restrizioni, come i Paesi scandinavi, la Germania, la Francia e l'Olanda. Dall'altra parte della Manica, anche la Mhra, l'autorità britannica del farmaco, ha raccomandato di offrire un vaccino diverso alle persone con meno di 30 anni. Intanto nel Regno Unito sono saliti a 76 i casi di trombosi rare e a 19 i morti fra le circa 20 milioni di persone che hanno utilizzato finora il vaccino.



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