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Ricorso al giudice per avere una dose

Ricorso al giudice per avere una dose

L’incredibile caso di una donna di 88 anni che attende invano la vaccinazione

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CAGLIARI. Ottantontott’anni, cardiopatica e diabetica, stando alla road map del piano vaccinale sardo Valeriana Mamberti avrebbe diritto ad una dose di siero anti-Covid prima di chiunque altro. Ma nessuno la cerca, nessuno le risponde, nessuno le comunica neppure una data ipotetica in cui possa sottoporsi all’agognata inoculazione. Così, alla fine, ai suoi familiari stanchi di vederla languire in una vita rinchiusa, non è rimasto altro che rivolgersi al tribunale civile: un ricorso ex articolo 700 - procedura d’urgenza - in cui gli avvocati Franco Villa e Carlo Pistincu parlano di «irresponsabile condotta omissiva della Regione Sardegna» e chiedono al giudice che venga emesso immediatamente un decreto inaudita altera parte - senza l’esame della parte avversa - per la somministrazione del vaccino all’anziana signora o almeno una data precisa in cui le venga somministrato. Con ogni probabilità è il primo e unico caso di cittadina costretta a rivolgersi alla magistratura per questa ragione, di certo è la conferma delle anomalie che segnano la campagna vaccinale in Sardegna, fra promesse disattese, disfunzioni e ritardi.

Le cinque pagine del ricorso sono il racconto dettagliato e commentato di una vicenda imbarazzante. Messa una dopo l’altra le quattro fasce in cui la Regione ha suddiviso la popolazione per garantire la precedenza nella vaccinazione a chi rischia di più in caso di Covid, i due legali rilevano come la signora Mamberti rientri in almeno due: ha più di ottant’anni ed è «estremamente vulnerabile» per le patologie pregresse. Quindi ricordano come il cronoprogramma elaborato dalla Regione preveda la partenza della campagna vaccinale per gli ultraottantenni il primo marzo 2021. Infine riferiscono al tribunale che la signora Mamberti, malgrado si trovi in una posizione di precedenza assoluta, non ha ricevuto alcun sms con l’invito a presentarsi ad un hub per le vaccinazioni e mettono in fila gli innumerevoli tentativi fatti da lei e dai familiari per mettersi in contatto con un Cup attraverso i numeri telefonici dedicati, la posta elettronica e qualsiasi altro mezzo di comunicazione. C’è anche un sollecito inviato all’assessore regionale alla sanità e per conoscenza al Commissario nazionale per l’emergenza Covid. Risultato: buio completo. Non restava che la via del tribunale. La decisione del giudice arriverà nelle prossime ore. (m.l)

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