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La curva cala, ma ci vorrà tempo

La curva cala, ma ci vorrà tempo

Ieri 460 decessi e Rt nazionale a 0,92. Brusaferro: « Raggiunto il plateau»

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[FIRMA&LUOGO]di Manuela Correra

<MC>ROMA

[TESTO]La curva epidemica in Italia è finalmente in decrescita: l'indice di trasmissibilità è sceso sotto 1 toccando il valore di 0,92 e anche l'incidenza dei casi di Covid-19 si è abbassata, ma si tratta di un'inversione di tendenza molto lenta.
La situazione generale resta cioè ancora complessa, con le terapie intensive e i reparti ospedalieri sempre in sovraccarico, e il numero dei decessi si mantiene troppo alto. Ieri si segnalavano 718 morti ma sul conteggio pesa un aggiustamento dei dati da parte della Sicilia per un totale di 258 decessi. Il monitoraggio settimanale della Cabina di regia fotografa quindi, come ha spiegato il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro, una situazione che vede l'Italia posizionarsi meglio dei vicini europei anche se siamo ancora molto lontani da un quadro di scampato pericolo. La curva in Italia, ha spiegato Brusaferro, «ha raggiunto un plateau mentre negli altri Paesi c'è una ricrescita. È una buona notizia ma comunque parliamo sempre di migliaia di ricoverati, quindi è un plateau su numeri alti. La notizia buona, però, è che i numeri non stanno crescendo».
L'inversione di tendenza è segnalata innanzitutto dall'Rt nazionale a 0,92, contro lo 0,98 della scorsa settimana (anche se in 8 Regioni è ancora attualmente sopra l'1), e dall'incidenza pari a 185 casi su 100 mila abitanti rispetto ai 232 precedenti, come evidenzia l'ultimo monitoraggio. Ma il dato negativo è la quota sempre troppo alta di morti, dal momento che questo è l'ultimo parametro che vedrà un decremento: «Ora vediamo 18.938 nuovi positivi e decessi ancora elevati. In realtà però il dato delle morti non è 718 ma 460» ha detto il direttore della Prevenzione del ministero Gianni Rezza. Secondo il bollettino quotidiano, inoltre, sale al 5,2% il tasso di positività (ieri era al 4,7%). Ad ogni modo, ha precisato Brusaferro, «in generale prima si muove Rt, poi incidenza e ricoveri e per ultimi si muovono i dati sulla mortalità. Quindi ci attendiamo che inizino a decrescere anche i decessi». A preoccupare è sempre la tenuta dei servizi ospedalieri.

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