Falloni non risponde al Gip ma gli indizi sono pesanti

Interrogatorio di garanzia per l’operaio di Sorso in cella per l’assassinio di una escort Il giudice: «L’uomo nello stabile nell’arco temporale in cui è avvenuto il delitto»

SASSARI. Per ora ha preferito non rispondere alle domande del giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Aosta Giuseppe Colazingari. Ha fatto scena muta ieri mattina Gabriel Falloni, l’operaio 36enne di Sorso, in carcere a Brissogne (Aosta) per l’omicidio di Elena Raluca Serban, 32 anni, avvenuto sabato scorso. «Dobbiamo ancora esaminare tutti gli atti a disposizione – ha evidenziato l’avvocato Marco Palmieri – per cui abbiamo preferito non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia».

L'interrogatorio si è svolto ieri, poco dopo le 11.30, con collegamento da remoto e l’operaio è stato assistito appunto da Marco Palmieri che già lo ha difeso in altri procedimenti penali che lo hanno visto protagonista nel corso degli anni.

«Per il momento non ci sono altre novità particolari – ha detto il penalista sassarese, il mio cliente è ancora molto scosso. Ho avuto modo di parlare con lui prima dell’interrogatorio, ma deve metabolizzare quanto accaduto. La sua presenza sul posto, il giorno dell’omicidio, è indiziaria. Ora bisogna verificare tutto».

Gabriel Falloni, da qualche tempo domiciliato a Nus, dove aveva trovato lavoro in una impresa di costruzioni, è indagato per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà. In base alle indagini sviluppate dagli investigatori della squadra mobile di Aosta, avrebbe sgozzato la donna con la quale aveva preso appuntamento tramite un sito di annunci per escort.

Il gip aveva motivato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere con «il pericolo di recidivanza elevatissimo» da parte di Gabriel Falloni, definito come «persona dedita alla commissione di gravi delitti contro la persona». E il giudice nel provvedimento ha preso in esame e presentato come riferimento i precedenti dell’indagato «condannato tra l’altro per sequestro di persona e violenza sessuale nonché per rapina e lesione personale, ciò ne disvela la proclività a delinquere». Secondo il gip è «chiara la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza». Infatti «il contatto telefonico tra la vittima e l'indagato e la permanenza di quest'ultimo nello stabile si colloca «nell'arco temporale in cui è stato commesso l'omicidio» e inoltre Falloni si è «impossessato della borsa di proprietà della vittima». Poco prima dell'appuntamento è infatti emersa dai tabulati una chiamata di quaranta secondi tra l'arrestato e una delle cinque utenze intestate a Elena Raluca Serban e presente su siti web riservati alle escort. Per il magistrato appare chiara la «manifestazione della volontà di provocare la morte della persona offesa». Visto che dopo il delitto si era reso irreperibile nel suo domicilio di Nus (Aosta) e in tutta la regione (si era spinto fino a Genova e Torino, per poi rifare il percorso inverso in treno e in taxi), per Falloni sussiste anche «il pericolo di fuga». Infine «il pericolo è attuale in base alla personalità dell'accusato» e dall'esame «delle sue concrete condizioni di vita».

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