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Il dolore dei parenti: «Non meritava questa fine»

Il dolore dei parenti: «Non meritava questa fine»

La cugina: «L’assassino non andrà lontano, i carabinieri sanno chi è. Pagherà per quello che ha fatto»

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SASSARI. C’è tristezza, e tanta incredulità. I parenti e gli amici di Antonio cercano di affacciarsi oltre i nastri, parlano fitto tra loro, provano a darsi forza e soprattutto a trovare un senso. Racconta la zia: «Era un pezzo di pane, e tutto meritava tranne una fine come questa. Lui che non ha fatto altro che spendersi per gli altri, aiutare chiunque fosse in difficoltà. Ecco come è stata ripagata la sua generosità».

«Morire per 500 euro – dice una cugina – ma è possibile? Intanto non andrà lontano, i carabinieri sanno già chi è. Pagherà per quello che ha fatto».

È una “famiglia allargata” quella di Antonio Fara. Ultimamente viveva da solo, non aveva un compagno, l’anziano padre è in precarie condizioni di salute e la sorella Ilenia vive a Olbia. Con lei, prima di prendere in gestione il bar di piazza Rosario, al centro storico di Sassari, aveva gestito il Time cafè in via Civitavecchia. Un’avventura imprenditoriale fatta di molti sacrifici e pochi guadagni. Ma poi Antonio ha continuato sempre a darsi da fare, lavorando come dipendente in altri bar. Nella tarda mattina la sorella Ilenia è arrivata a Sassari. Voleva entrare a tutti i costi nell’abitazione per vedere il fratello, ma c’erano ancora i ris al lavoro e non le è stato consentito di varcare i nastri. Tutti i parenti e le amiche l’hanno abbracciata cercando di consolarla.

«Mi chiedo come abbiano potuto fare una cosa del genere proprio ad Antonio – dice Annette, una sua amica – io ancora non riesco a crederci». I vicini di casa lo descrivono come una persona affabile, molto cortese ed educata, che se anche era di fretta non lesinava mai un minuto per un saluto e per una piccola conversazione. Questa sua disponibilità e gentilezza era il suo passepartout per il cuore delle persone.

E basta dare un’occhiata sui social per vedere i saluti affettuosi di tanti amici che di Antonio Fara sottolineano la bontà e l’innato altruismo. E anche l’orgogliosa difesa dei valori e dei principi.

Il Mos lo ricorda con una bella foto durante il Gay Pride, con un cappello, gli occhiali da sole e i colori dell’arcobaleno sulle guance: «Sei sempre stato in prima linea nelle manifestazioni e nella lotta così come nei momenti di divertimento e socialità. Eri sempre disponibile in qualunque situazione: dietro un bancone, sopra un palco o su una bici rainbow come al Pride di Sassari del 2017. Ed è proprio così che ti vogliamo ricordare, pasticciato con i colori dell'impegno che hanno contraddistinto tutta la tua vita. Ciao Antonio»

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