«Solinas commissario per le strade»
L’assessore Salaris chiede al Governo un’accelerazione sui cantieri
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CAGLIARI. Non solo i cantieri delle dighe, commissariate giorni fa dal ministero ai lavori pubblici, ma anche quelli delle strade. La Regione è ritornata alla carica sulle grandi incompiute e l’ha fatto con l’assessore Aldo Salaris. «È una richiesta – fa sapere - che avevamo già presentato in passato con il mio predecessore, Roberto Frongia, ma finora sempre caduta nel vuoto». Ora la sollecitazione è dello stesso tenore: «Chiediamo al Governo – aggiunge Salaris – di tenere aperto il dossier Sardegna e che ci sia un secondo elenco di opere commissariare in considerazione del deficit infrastrutturale della Sardegna». Con in più anche questa richiesta: «Stavolta il commissario straordinario per le strade non dovrà essere un funzionario del ministero, come è accaduto per le dighe, ma il presidente della Regione. Perché non è più accettabile che siano fermi o in grande ritardo appalti che coinvolgono gli assi portanti degli spostamenti interni e condizionano i collegamenti con i porti e gli aeroporti». Secondo l’assessorato ai lavori pubblici a rientrare fra le opere strategiche sono queste strade: dalla Carlo Felice alla Sassari-Alghero, dalla Nuova Orientale, la Statale 125, all’Olbia-Palau. Ancora: la circonvallazione di Olbia, la Settentrionale Sarda, la Sulcitana Cagliari-Pula, la Sant’Antioco-Calasetta e i lavori sulle Statali 130 e 554. «Il livello di pericolosità in queste strade – sottolinea ancora l’assessore ai Lavori pubblici - è molto elevato e non sono più accettabili le dilatazioni dei tempi e i continui ritardi nella progettazione e realizzazione delle opere. Soprattutto alla luce degli incidenti mortali che troppo spesso accadono. Dunque, non è più ammissibile che ingenti finanziamenti continuino a non essere utilizzati, oppure i cantieri bloccati per lungaggini burocratiche». Per concludere: «L’esistenza di una rete stradale efficiente e sicura è sempre più fondamentale per lo sviluppo economico e sociale della Sardegna».
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