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La Procura richiama i testimoni poco credibili

La Procura richiama i testimoni poco credibili

Pranzo di Sardara, via alla fase due dell’inchiesta ma deve ancora essere chiuso il primo giro di esami

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CAGLIARI. Sul pranzo di Sardara la Procura va avanti, ma di reati ancora non si parla. Per trarre le prime conclusioni giudiziarie e dare uno o più nomi a un fascicolo finora anonimo e senza accuse bisognerà attendere che il pm Giangiacomo Pilia consegni al procuratore capo Maria Alessandra Pelagatti i verbali di tutti gli esami testimoniali, che alla fine saranno almeno una ventina. Oggi Pilia e i finanzieri che collaborano col suo ufficio sentiranno Stefano Esu, fratello di Mauro, il portavoce del presidente Christian Solinas. Con lui proveranno a ricostruire i movimenti che hanno preceduto e sono venuti dopo il banchetto, per cercare di capire chi fosse il vero “cerimoniere” e chi abbia gestito il viavai degli ospiti. Nei prossimi giorni dovrà essere esaminato Luigi Puddu, il direttore artistico del Teatro Lirico sul cui nome fioccano le richieste di rimozione dall’incarico e pende una lettera piuttosto secca del sovrintendente Nicola Colabianchi: il musicista ha giustificato la sua presenza parlando di un sopralluogo alle Nuove Terme, possibile location per un prossimo concerto di cui nessuno, neppure i vertici del teatro sa nulla. Pilia vorrebbe vederci chiaro su quella che appare come una coincidenza davvero curiosa: Puddu a Sardara proprio nel giorno e all’ora del banchetto. Un caso o anche lui, che al Lirico è stato indicato dall’area Psd’az, è stato invitato per ragioni ignote?

Una volta chiusi i verbali degli ultimi esami in programma, la Procura passerà alla fase-due dell’inchiesta: l’approfondimento delle testimonianze meno credibili o in contrasto con altre. Pilia chiamerà nel suo ufficio una parte delle persone già sentite e rifarà le domande già fatte, ma forse la chiamata a palazzo avverrà secondo formalità diverse. In altre parole: dai semplici interrogativi si potrebbe passare alle contestazioni, sempre che nel groviglio delle versioni, alcune grottesche, raccolte dalla Procura emergano ipotesi di reato. Quelle circolate nelle ultime ore non hanno trovato conferma: il peculato per l’uso dell’auto di servizio riguarderebbe cinque o sei commensali. Ma davvero un’impegno investigativo così pesante produrrebbe solo questo? Si parla - ma non ci sono conferme - anche di omissione di atti d’ufficio e il riferimento sarebbe per la mancata denuncia di chi ha violato le norme anti-Covid partecipando a un banchetto-assembramento del tutto clandestino.

Tempo una decina di giorni e la cortina di incertezza che copre l’indagine dovrebbe diradarsi e si capirà se l’enorme rumore provocato dai fatti di Sardara resterà solo rumore o darà luogo a un procedimento penale con indagati e ipotesi di reato. Ad oggi il fascicolo aperto dalla Procura resta classificato come modello 45 senza indagati e senza reati. Se la situazione cambierà si saprà nei prossimi giorni. (m.l)

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