Coprifuoco, a maggio il primo tagliando
Maggioranza concorde nel rivedere i divieti in base ai numeri del Covid. Respinto l’odg di Fratelli d’Italia con 233 voti contro
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[FIRMA&LUOGO]di Massimo Nesticò
<MC>ROMA
[TESTO]Fumata bianca nella maggioranza sul coprifuoco: a maggio ci sarà una sorta di tagliando sui limiti imposti dal decreto riaperture, in base all'andamento di contagi e campagna vaccinale: se i numeri saranno favorevoli potrebbe saltare il tutti a casa entro le 22.
Così l'ordine del giorno votato alla Camera da tutte le forze che sostengono il Governo, anche dalla Lega dunque. L'obiettivo è quello di disinnescare il testo presentato da FdI che invece impegnava il Governo «a disporre, nei provvedimenti di prossima emanazione, l'abolizione del coprifuoco». Intanto, il bollettino del giorno è in chiaroscuro: altri 373 morti (in aumento rispetto ai 301 del giorno prima, il totale sfiora adesso i 120 mila) e 10.404 nuovi contagiati dal Covid nelle ultime 24 ore; il tasso di positività scende al 3,4%. Buone notizie sul fronte delle terapie intensive (-101, in totale gli intubati scendono a 2.748) e dei ricoveri (-323).
La maggioranza, si legge nel documento condiviso dalle forze che la compongono, impegna il Governo a valutare a maggio, «sulla base dell'andamento del quadro epidemiologico oltre che dell'avanzamento della campagna vaccinale, l'aggiornamento delle decisioni prese» con l'ultimo decreto sulle aperture, «anche rivedendo i limiti temporali di lavoro e spostamento», ovvero l'orario del coprifuoco. L'ordine del giorno è stato scritto pesando attentamente i termini per tenere dentro sia gli aperturisti che i rigoristi della maggioranza.
E alla fine Matteo Salvini esprime soddisfazione per «una scelta comune che fino a ieri sembrava impossibile, invece ci abbiamo messo tutta la buona volontà». Ed intesta - tra le critiche del Pd - la vittoria al centrodestra di Governo: «grazie all'impegno di Lega e Forza Italia, il Governo ha accettato di rivedere la posizione sul coprifuoco». Non ci sta FdI, che rifiuta di riformulare il suo odg. «Il coprifuoco - tuona Giorgia Meloni - è una misura illegittima, inutile, devasta le imprese e massacrerà il turismo. Chiediamo che venga abolito e non accetto la riformulazione». L'Aula poi respinge il documento di Fratelli d'Italia con 48 favorevoli, 233 contrari e 8 astenuti: Fi e Lega non hanno votato. E il capogruppo M5s Davide Crippa li attacca: «È paradossale che su un ordine del giorno dell'opposizione, che vuole sovvertire un provvedimento del Governo, una parte della maggioranza oggi decida, per mero tornaconto personale, di non partecipare al voto».
Contro il limite delle 22 si è unito anche Matteo Renzi. «È ovvio - secondo il leader di Iv - che vada rivisto il coprifuoco delle 22. Lo sanno tutti e privatamente lo dicono tutti: così non ha senso. Dunque, nei prossimi giorni andrà tolto o l'orario prolungato». Per l'ex premier «regalare questa battaglia a Salvini, è un errore politico di quelle forze di maggioranza che, sognando, immaginano un Papeete 2. Pensano, cioè, che - provocandolo sul coprifuoco - Salvini cada nel tranello e reagisca d'impulso, uscendo dalla maggioranza. Ma Salvini non ci pensa neppure».
Il leader leghista, da parte sua, spiega che quella sul coprifuoco «non è una battaglia partitica. Lo stesso Draghi mi ha detto che se cambiano i numeri si apre».
<MC>ROMA
[TESTO]Fumata bianca nella maggioranza sul coprifuoco: a maggio ci sarà una sorta di tagliando sui limiti imposti dal decreto riaperture, in base all'andamento di contagi e campagna vaccinale: se i numeri saranno favorevoli potrebbe saltare il tutti a casa entro le 22.
Così l'ordine del giorno votato alla Camera da tutte le forze che sostengono il Governo, anche dalla Lega dunque. L'obiettivo è quello di disinnescare il testo presentato da FdI che invece impegnava il Governo «a disporre, nei provvedimenti di prossima emanazione, l'abolizione del coprifuoco». Intanto, il bollettino del giorno è in chiaroscuro: altri 373 morti (in aumento rispetto ai 301 del giorno prima, il totale sfiora adesso i 120 mila) e 10.404 nuovi contagiati dal Covid nelle ultime 24 ore; il tasso di positività scende al 3,4%. Buone notizie sul fronte delle terapie intensive (-101, in totale gli intubati scendono a 2.748) e dei ricoveri (-323).
La maggioranza, si legge nel documento condiviso dalle forze che la compongono, impegna il Governo a valutare a maggio, «sulla base dell'andamento del quadro epidemiologico oltre che dell'avanzamento della campagna vaccinale, l'aggiornamento delle decisioni prese» con l'ultimo decreto sulle aperture, «anche rivedendo i limiti temporali di lavoro e spostamento», ovvero l'orario del coprifuoco. L'ordine del giorno è stato scritto pesando attentamente i termini per tenere dentro sia gli aperturisti che i rigoristi della maggioranza.
E alla fine Matteo Salvini esprime soddisfazione per «una scelta comune che fino a ieri sembrava impossibile, invece ci abbiamo messo tutta la buona volontà». Ed intesta - tra le critiche del Pd - la vittoria al centrodestra di Governo: «grazie all'impegno di Lega e Forza Italia, il Governo ha accettato di rivedere la posizione sul coprifuoco». Non ci sta FdI, che rifiuta di riformulare il suo odg. «Il coprifuoco - tuona Giorgia Meloni - è una misura illegittima, inutile, devasta le imprese e massacrerà il turismo. Chiediamo che venga abolito e non accetto la riformulazione». L'Aula poi respinge il documento di Fratelli d'Italia con 48 favorevoli, 233 contrari e 8 astenuti: Fi e Lega non hanno votato. E il capogruppo M5s Davide Crippa li attacca: «È paradossale che su un ordine del giorno dell'opposizione, che vuole sovvertire un provvedimento del Governo, una parte della maggioranza oggi decida, per mero tornaconto personale, di non partecipare al voto».
Contro il limite delle 22 si è unito anche Matteo Renzi. «È ovvio - secondo il leader di Iv - che vada rivisto il coprifuoco delle 22. Lo sanno tutti e privatamente lo dicono tutti: così non ha senso. Dunque, nei prossimi giorni andrà tolto o l'orario prolungato». Per l'ex premier «regalare questa battaglia a Salvini, è un errore politico di quelle forze di maggioranza che, sognando, immaginano un Papeete 2. Pensano, cioè, che - provocandolo sul coprifuoco - Salvini cada nel tranello e reagisca d'impulso, uscendo dalla maggioranza. Ma Salvini non ci pensa neppure».
Il leader leghista, da parte sua, spiega che quella sul coprifuoco «non è una battaglia partitica. Lo stesso Draghi mi ha detto che se cambiano i numeri si apre».
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