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Sesso con minori, educatrice a processo

Sesso con minori, educatrice a processo

La donna ha ammesso i rapporti con un 17enne ma nega quelli col fratello di 15

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NUORO. È approdata ieri davanti al tribunale collegiale, la vicenda giudiziaria che vede una educatrice di un paese del Nuorese, che gestiva una comunità di assistenza per ragazzi, a processo per “atti sessuali” su due minori. Insieme a lei, a giudizio è finito anche il marito, ma per il reato di calunnia. Perché, secondo l’accusa, aveva indotto i due minori a fare dichiarazioni diffamatorie nei confronti della nuova comunità nella quale i due erano stati trasferiti dopo l’avvio dell’inchiesta. Stando alla Procura, l’imputato, in questo modo, voleva fare in modo che i due minorenni ritornassero nella comunità della moglie.

Ieri in udienza è stato sentito il primo teste della lista del pm Giorgio Bocciarelli: è uno degli ispettori della squadra mobile di Nuoro che aveva seguito l’indagine e si era occupato delle intercettazioni. L’inchiesta era nata circa tre anni fa dalla segnalazione, giunta agli inquirenti, da parte di un’assistente sociale. Riguardava la responsabile della struttura per minorenni e ciò che stava succedendo con alcuni ospiti della struttura. Da lì, dunque, era nata la necessità di sistemare diverse cimici sull’auto della donna, e di disporre altrettante intercettazioni. In mezzo alla conversazioni ascoltate a distanza dalla polizia, secondo gli inquirenti, ci sarebbe la prova del reato contestato alla donna accusata di aver consumato atti sessuali con due minori segnalati alla struttura dai Servizi sociali, ai quali, invece, avrebbe dovuto offrire assistenza sotto diversi punti di vista con il preciso obiettivo di reinserirli nella società. Le parti lese sono due fratelli: uno aveva 17 anni all’epoca dei fatti e l’altro 15. La responsabile della struttura, da prima dell’avvio del processo, aveva ammesso che sì, con il ragazzino di 17 anni il sesso c’era stato, ma si era trattato di un rapporto consenziente. Mentre sin dall’inizio la donna aveva negato di aver avuto rapporti di tipo sessuale con il quindicenne. Dopo l’avvio dell’indagine e i primi risultati investigativi, la Procura aveva chiesto e ottenuto al gip di emettere una ordinanza di custodia cautelare nei confronti della donna. Il gip l’aveva disposta e solo in un secondo momento all’indagata erano stati concessi gli arresti domiciliari, e da tempo è di nuovo libera.

Per la difesa, rappresentata dall’avvocato Francesco Carboni, l’accusa di aver commesso atti sessuali con il giovane di 15 anni è totalmente infondata, ed emersa, probabilmente, sullo sfondo di voci di paese, piccole vendette e gelosie. Il processo riprenderà il 17 giugno. (v.g.)

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