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«Riconosciuti i diritti dei bambini arcobaleno»

«Riconosciuti i diritti dei bambini arcobaleno»

Per i giudici di Cagliari i nati in Italia da fecondazione assistita all’estero sono figli delle due mamme

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CAGLIARI. Due mamme possono riconoscere alla nascita un bambino nato in Italia a seguito di fecondazione assistita portata a termine all’estero: l’ha stabilito con un decreto la Corte d’Appello di Cagliari confermando la decisione assunta dal tribunale cagliaritano il 28 aprile 2020 in contrasto con l’indirizzo della Corte di Cassazione che si era pronunciata il 3 e il 22 aprile precedenti. Si tratta del primo provvedimento in materia che una Corte italiana emette, con una lunga e articolata motivazione, a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 32 del 9 marzo 2021 sulle “due mamme”.

Il caso era stato seguito in primo grado da soci e socie di Avvocatura per i diritti Lgbti - Rete Lenford. Con la decisione depositata l’altro ieri, la Corte d’Appello ha confermato la bontà del percorso logico-giuridico seguito dal tribunale, allineandosi a quanto affermato da Avvocatura per i diritti Lgbti - Rete Lenford a seguito della sentenza n. 32 del 2021 della Corte costituzionale: la sentenza non impedisce ai giudici di continuare a tutelare, già alla nascita, i bambini e le bambine di due mamme, senza far ricorso all’adozione (“stepchild adoption”). Ciò, in conformità a quanto avevano già deciso altri tribunali e altre corti, in casi seguiti da Rete Lenford anche dopo le sentenze della Corte di cassazione e prima della pronuncia n. 32 della Corte costituzionale.

L’avvocata Daniela Latti, presidente del Comitato per le pari opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Cagliari, ha difeso nella fase dell’appello la madre intenzionale, a seguito della crisi della coppia e alla volontà della madre partoriente di aderire al reclamo proposto dal Ministero dell’Interno contro il decreto del Tribunale di Cagliari: «Sono molto soddisfatta dell’esito di questo giudizio, in caso di decisione diversa da parte della Corte, la mia assistita rischiava di non avere più la responsabilità genitoriale di suo figlio. Ringrazio Avvocatura per i Diritti Lgbti - Rete Lenford per la difesa a suo tempo impostata e risultata vittoriosa in primo grado». Il presidente di Avvocatura per i Diritti Lgbti - Rete Lenford, avvocato Vincenzo Miri, dichiara: «Si tratta di una decisione molto importante, pronunciata con una motivazione di rara efficacia e completezza. Dopo la sentenza della Corte costituzionale i giudici hanno riconosciuto che i diritti dei bambini e delle bambine arcobaleno non possono restare senza tutela, aspettando un Parlamento inerte».

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