Grillo, violenze anche sull’altra ragazza

Il figlio del fondatore del M5s e 2 amici accusati di aver fatto foto oscene mentre la giovane dormiva nella villa del comico

TEMPIO. A cinque mesi dalla chiusura delle indagini preliminari, la Procura di Tempio ha notificato un secondo avviso agli indagati della conclusione dell’inchiesta sulla presunta violenza di gruppo che vede sotto accusa Ciro Grillo, figlio del fondatore del Movimento 5 Stelle, e tre suoi amici, Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria. Rimangono per tutti le accuse di violenza sessuale di gruppo, mentre è stato modificato e meglio specificato il secondo degli episodi contestati a tre dei quattro giovani indagati, Lauria, Grillo e Capitta, relativo alle foto oscene scattate alla seconda ragazza presente nella casa di Beppe Grillo. Sarebbero tre le immagini contestate a Grillo junior e ai suoi due amici: sono accusati di avere scattato le foto con i loro genitali appoggiati sul viso della ragazza, mentre dormiva. Resta fuori, invece, nel secondo capo di imputazione, Francesco Corsiglia, che non compariva neanche nell’avviso di conclusione indagini di novembre. Il procuratore Gregorio Capasso e il sostituto Laura Bassani, hanno anche chiarito le responsabilità individuali di alcuni degli indagati che nella prima chiusura dell’inchiesta non erano risultate chiare. In alcune foto non si vedeva bene il volto dei ragazzi coinvolti, ma dopo gli interrogatori sono stati chiariti diversi aspetti.

Da qui la nuova chiusura delle indagini.

I quattro giovani genovesi, appena maggiorenni (nati tutti nel duemila) erano stati accusati di stupro nel luglio 2019, da una studentessa italo-svedese di 19 anni che ai carabinieri di Milano, al rientro dalla vacanza in Costa Smeralda, aveva denunciato di essere stata violentata dai quattro ragazzi nella casa di Beppe Grillo, al Pevero, dov’era andata insieme a un’amica dopo una serata trascorsa insieme a loro al Billionaire. Gli indagati si sono sempre difesi sostenendo che non si trattava di stupro ma di sesso consenziente. Lo stesso Beppe Grillo, qualche giorno dopo l’interrogatorio di Ciro, si era lanciato in un’agguerrita difesa del figlio con un attacco frontale alla magistratura e alla stampa, suscitando col suo video un vespaio di polemiche.

La presunta violenza sarebbe avvenuta nella notte tra il 16 e il 17 luglio 2019. Secondo le accuse, i quattro giovani avrebbero costretto la studentessa, allora 19enne, a subire e compiere atti sessuali abusando delle sue condizioni di inferiorità fisica e psichica dovuta all’assunzione di alcol. La ragazza aveva denunciato di essere stata violentata prima da uno, Corsiglia, e successivamente, quando ormai si era fatto giorno ed erano le 9 del mattino, dagli altri tre, Lauria, Capitta e Grillo, che l’avrebbero forzata a bere vodka afferrandola per i capelli e abusando ripetutamente di lei. Secondo la ricostruzione di quella notte, Corsiglia avrebbe chiesto alla ragazza di accompagnarlo in una stanza da letto per prendere delle coperte e, a quel punto, l’avrebbe afferrata per le braccia e scaraventata sul letto, ma lei sarebbe riuscita a divincolarsi. Poi, si sarebbe infilato nel letto dove lei si era coricata, in un’altra stanza, e lì avrebbe abusato della giovane. Violenza proseguita nel box doccia dove era stata raggiunta quando era riuscita ad allontanarsi da lui, mentre gli altri tre commentavano tra loro. Poi, alle 9 del mattino, ancora violenza da parte degli altri tre. A turno.

Tutti hanno sempre parlato di sesso consenziente. Ora la parola passa di nuovo alle difese. Poi, la Procura dovrà decidere se chiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione.

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