La Nuova Sardegna

E ora una mostra sulla Settimana Santa

E ora una mostra sulla Settimana Santa

L’idea: proporre nella Penisola gli eventi religiosi organizzati a Castelsardo

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NUORO. Nato nel 1964 a Roma, Fabrizio Giuffrida ha vissuto alcuni anni all’estero e viaggiato molto. Ha tradotto diversi volumi, tra i quali due opere di Bernard Lortat-Jacob “Voci di Sardegna” (EDT) e “Musiche in festa” (Condaghes), e una di Maria Manca “Cantare in poesia per sfidare la sorte” (ISRE).

Da sempre appassionato di fotografia, «è solo in anni relativamente recenti che mi sono avvicinato a una pratica più seria. Il mio rinnovato interesse ha coinciso con l’avvento della fotografia digitale e i suoi immensi vantaggi in termini di realizzazione, elaborazione e archiviazione. Dopo qualche anno di gavetta con un modello a ottica fissa sono entrato nel mondo delle ottiche intercambiabili nel 2009», scrive nel suo sito internet www.fabriziogiuffrida.it, dove si possono apprezzare molti dei suoi lavori.

Il suo interesse nel vasto mondo della fotografia si concentra in particolare su spettacolo, antropologia visuale e street photography. Ha in fase di preparazione una mostra fotografica sulle celebrazioni della Settimana Santa a Castelsardo che intende proporre in Sardegna e nella Penisola non appena le condizioni legate alla pandemia lo permetteranno. Insomma i linguaggi, quelli dell'arte, e la fotografia lo è di diritto, da tempo sono la nuova frontiera, gli idiomi invece, quello sardo in particolare rimane un mondo ricco di suggestioni e musica. Una fonte da cui occorre ancora abbeverarsi e «contribuire così in una maniera sorprendente e straordinaria ad evitare che si secchino le vene di questa sorgente di storia e cultura». (l.u.)



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