Tratto nord della Dorsale del gas in Sardegna: imminente il via libera

Riscritto il decreto autorizzativo dopo una stasi dovuta al cambio di governo. A Oristano Enura chiede di collegare l’area industriale ai depositi costieri

CAGLIARI. Dopo mesi di stasi burocratica, dovuti anche al cambio di governo e alla nascita del nuovo ministero per la transizione ecologica, che ha inglobato l’Ambiente e due direzioni generali del ministero dello Sviluppo Economico, sta per concludersi il secondo iter burocratico, quello relativo al tratto nord della dorsale del gas. Snam aveva diviso il progetto della dorsale in due distinti progetti, il nord, che univa come in una Y i poli di Sassari, Olbia e Nuoro, e arrivava a Oristano, e quello sud, che da Oristano arrivava al polo di Portovesme e a Cagliari. Il tratto sud è già stato approvato, con le firme congiunte dei ministri di Ambiente (allora l’ex ministro grillino Costa) e Beni Culturali (Franceschini); quello nord era stato bloccato proprio dal cambio del ministro, pur avendo concluso il suo percorso burocratico e aver ricevuto i pareri positivi delle commissioni tecniche dei beni culturali e dell’ambiente già un anno fa.

Adesso la macchina burocratica, quella che l’attuale ministro della transizione Roberto Cingolani vuole rendere più veloce ed efficiente, si è rimessa in moto e sta per far tagliare il traguardo anche a questo secondo “pezzo” di dorsale. Dopo essere rimasto per due mesi “alla firma”, il provvedimento era stato ritirato nei giorni scorsi, per poi ricomparire, ieri con una nuova dicitura: “in predisposizione provvedimento”. In pratica dopo una riscrittura il parere favorevole verrà riformulato, magari modificando qualcuna delle 26 prescrizioni già definite in dettaglio, e poi sarà decretato. Non è escluso che questa fase procedurale possa concludersi entro la prossima settimana, con la nuova e definitiva firma del ministro. A questo punto manca solo il concerto con i Beni Culturali per arrivare alla parola fine sul fronte autorizzativo della dorsale del metano in Sardegna. Il passaggio conclusivo è la conferenza dei servizi per le autorizzazioni “sul terreno”. Proprio in questa ottica nei giorni scorsi il consorzio industriale di Porto Torres ha chiesto a Snam una accelerazione del progetto, o sul versante gasiera o su quello deposito a terra, soluzione però più complessa e lunga nei tempi.

Le novità sul fronte della metanizzazione arrivano però anche da Oristano, dove Enura (la società mista di Snam e Sgi), forte del parere a lei favorevole della Regione ha chiesto allo stesso ministero una corsia preferenziale per realizzare un anello di condotte che colleghi l’area industriale, ricadente nei comuni di Oristano, Marrubiu, Terralba, Santa Giusta e Arborea, al deposito costiero già ultimato di Higas, nel porto industriale. Questo anello dista dalla dorsale poco più di un chilometro e mezzo.

Forse non è un caso che questa richiesta arrivi proprio a ridosso del primo decreto del presidente del consiglio dei ministri sulla legge che disegna e regola la cosiddetta “virtual pipe-line”, con due poli regolati di arrivo e stoccaggio di gnl a nord (sicuramente Porto Torres) e a sud (forse Portovesme), gestiti da Snam, obbligata per legge a realizzare i due punti di ingresso del metano.

In questo modo il collegamento del deposito di Oristano, per adesso nelle mani di Higas (società controllata dal colosso anglo-norvegese Avenir), con l’anello nell’area oristanese e la dorsale tratto sud disegna in pratica una “mezza dorsale” organica e coerente. Il passaggio successivo è regolatorio e legislativo, ma su questo rispetto a pochi mesi fa la strada per privati e Regione è in discesa. Esiste infatti una ampia maggioranza parlamentare favorevole alla Dorsale, con un pezzo dei Cinque Stelle ormai “rassegnati” all’idea.

@gcentore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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