I sogni naufragati in un oceano di debiti

La situazione ha cominciato a precipitare nel 2016 col fallimento della società Sviluppo Olbia

OLBIA. I guai per la famiglia Docche e il Geovillage cominciano nel 2016 quando il tribunale decreta il fallimento della Sviluppo Olbia spa, presieduta dal patron Gavino. Ma il fallimento non rappresentò la fine del complesso turistico. Lo stesso tribunale aveva disposto la sopravvivenza della struttura affidandone la gestione alla Real Effegi srl, del figlio Fabio.

Nell’ottobre 2017, la società aveva ottenuto dal giudice delegato per la procedura fallimentare, la gestione della struttura in virtù del diritto di prelazione che le veniva riconosciuto dal contratto, dopo aver pareggiato l’offerta per la gestione annuale della struttura che era stata presentata da un’Ati (associazione temporanea di impresa). Sempre in virtù del diritto di prelazione, nel gennaio 2018, il tribunale in composizione collegiale aveva confermato la gestione alla Real Effegi. Nel frattempo, il curatore fallimentare portava avanti la procedura per la vendita del Geovillage.

La società di Fabio Docche ha gestito il mega compendio di zona industriale fino al 31 dicembre 2020.

Il 29 aprile scorso, arriva la seconda mazzata sulla famiglia Docche. Che ne decreta ufficialmente l’uscita di scena dalla gestione del Geovillage. Il tribunale fallimentare dichiara il fallimento anche della società di Fabio Docche, così com’era stato richiesto dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta penale sulla presunta turbativa d’asta.

I giudici hanno dichiarato inammissibile la domanda di concordato preventivo presentato dalla società. Per il tribunale, la Real Effegì non ha provato di possedere i requisiti richiesti per scongiurare il fallimento: nella domanda di concordato preventivo presentata e respinta dai giudici, si attesta un passivo di poco inferiore ai 10 milioni di euro (debiti in gran parte nei confronti dell’erario).

Il tribunale ha, dunque, dichiarato il fallimento e ha nominato curatori Marco Rachel e Giuseppe Aste di Cagliari.

Ieri l’operazione della guardia di finanza, un fulmine a ciel sereno per tutti gli indagati. L’operazione “Bad village” arriva in un momento in cui si prospettava un rilancio per il Geovillage attraverso un percorso condiviso tra Consorzio industriale, tribunale e curatori fallimentari della Sviluppo Olbia.

Era stato già pubblicato sui quotidiani sardi un avviso per invitare le società interessate a fare le loro proposte e individuare il soggetto più adeguato a gestire l’intero complesso con un affitto transitorio per un massimo di 18 mesi, con garanzie di continuità dei servizi sportivi e ricettivi.

Un passaggio intermedio in attesa di mettere a punto la procedura per la vendita, con condizioni prestabilite e condivise che rispettino da una parte l’interesse pubblico del Cipnes e dall’altro le esigenze dei creditori. Un progetto ora congelato dal sequestro.

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