L’aprile in lockdown è nero per il commercio
di Roberto Petretto
I consumi crollano del 79 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019
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SASSARI. Crollo? Collasso? Disastro? Come definire un calo del 79 per cento? Le parole non mancano per descrivere questa situazione: l’Osservatorio permanente sull’andamento dei consumi nei settori ristorazione, abbigliamento e non food elaborato da Confimprese-Ernst&Young racconta il raffronto tra aprile 2021 e aprile 2019, l’anno pre-Covid. Il dato è pesantissimo: -62,8% su scala nazionale. Questione di punti di vista: anche un calo così drammatico visto dalla Sardegna appare addirittura come un risultato auspicabile. Perché qui la situazione è molto peggiore: il calo è addirittura del 79,4 per cento. Il mese di aprile in zona rosso-arancione non poteva non pesare sull’andamento dei negozi sardi che operano al di fuori del settore alimentare. E infatti la performance della Sardegna è la peggiore tra le regioni italiane. Fa meglio anche la Puglia, che non va oltre un calo pur gravissimo del 74,4 mentre chi ha sofferto meno è stato il Trentino Alto Adige con un tonfo di “appena” 51,1 per cento. Significa che i consumi non alimentari si sono dimezzati in Trentino e ridotti al 20 per cento o poco più in Sardegna.
Il dato migliora leggermente se si cambia il periodo preso in considerazione. Raffrontando il dato da gennaio ad aprile del 2020 con quello dell’anno in corso ovviamente il calo dei consumi è meno vistoso: l’anno scorso la pandemia aveva già provocato un lockdown e quindi il parallelo dà come risultato un 16,8 per cento. Si sale nuovamente se il raffronto tra i primi quattro mesi non si fa col 2020 ma con il 2019: in questo caso il calo è del 51 per cento, inferiore a quello di molte zone d’Italia.
Ciò conferma quanto sia stato devastante per i commercianti sardi quel mese trascorso tra zona rossa e arancione. Col passaggio alla zona gialla e con quello, previsto dal primo giugno, alla zona bianca (che per la Sardegna rappresenterebbe un ritorno) le cose dovrebbero migliorare. Ma nessuno si sbilancia in previsioni troppo ottimistiche: «Stiamo riscontrando un’uscita dalla crisi degli acquisti più lenta del previsto - dice Paolo Lobetti Bodoni, med business consulting leader di Ey - il mese di aprile registra forti segnali di debolezza rispetto al 2019 con quasi 2/3 delle vendite in meno, simile a quanto già visto a gennaio e marzo di quest’anno. Il progressivo annuo 2021 registra un -21,7% rispetto al 2020, che è significativo se consideriamo che i primi 4 mesi del 2020 già subivano un calo del 44,4% rispetto al 2019. Attendiamo il mese di maggio per avere dei numeri, speriamo più positivi, legati alla riduzione delle limitazioni su ristoranti e centri commerciali».
«Sull’andamento negativo del mese di aprile – aggiunge Mario Maiocchi, direttore Centro studi retail Confimprese – hanno inciso, come nei mesi passati, i 6 mesi di chiusura dei 1300 centri commerciali nei festivi e prefestivi». Ora si cambia e i commercianti sperano di recuperare almeno una parte di quanto perduto in questi mesi.
Il dato migliora leggermente se si cambia il periodo preso in considerazione. Raffrontando il dato da gennaio ad aprile del 2020 con quello dell’anno in corso ovviamente il calo dei consumi è meno vistoso: l’anno scorso la pandemia aveva già provocato un lockdown e quindi il parallelo dà come risultato un 16,8 per cento. Si sale nuovamente se il raffronto tra i primi quattro mesi non si fa col 2020 ma con il 2019: in questo caso il calo è del 51 per cento, inferiore a quello di molte zone d’Italia.
Ciò conferma quanto sia stato devastante per i commercianti sardi quel mese trascorso tra zona rossa e arancione. Col passaggio alla zona gialla e con quello, previsto dal primo giugno, alla zona bianca (che per la Sardegna rappresenterebbe un ritorno) le cose dovrebbero migliorare. Ma nessuno si sbilancia in previsioni troppo ottimistiche: «Stiamo riscontrando un’uscita dalla crisi degli acquisti più lenta del previsto - dice Paolo Lobetti Bodoni, med business consulting leader di Ey - il mese di aprile registra forti segnali di debolezza rispetto al 2019 con quasi 2/3 delle vendite in meno, simile a quanto già visto a gennaio e marzo di quest’anno. Il progressivo annuo 2021 registra un -21,7% rispetto al 2020, che è significativo se consideriamo che i primi 4 mesi del 2020 già subivano un calo del 44,4% rispetto al 2019. Attendiamo il mese di maggio per avere dei numeri, speriamo più positivi, legati alla riduzione delle limitazioni su ristoranti e centri commerciali».
«Sull’andamento negativo del mese di aprile – aggiunge Mario Maiocchi, direttore Centro studi retail Confimprese – hanno inciso, come nei mesi passati, i 6 mesi di chiusura dei 1300 centri commerciali nei festivi e prefestivi». Ora si cambia e i commercianti sperano di recuperare almeno una parte di quanto perduto in questi mesi.
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