La Nuova Sardegna

Il vertice con l’assessora Pili 

Sconforto dei lavoratori Igea «Dimenticati dalla Regione»

Sconforto dei lavoratori Igea «Dimenticati dalla Regione»

SASSARI. Non è bastata la visita dell’assessora regionale all’industria Anita Pili nella zona industriale di Porto Torres e l’incontro con le rappresentanze sindacali per riportare il sereno tra i...

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SASSARI. Non è bastata la visita dell’assessora regionale all’industria Anita Pili nella zona industriale di Porto Torres e l’incontro con le rappresentanze sindacali per riportare il sereno tra i lavoratori dell’Igea. Anzi le risposte della rappresentate dell’amministrazione regionale hanno rafforzato il sospetto che la Regione non riesca proprio a trovare una soluzione allo stallo in cui si trova la società: non c'è un piano industriale funzionale alle attività di bonifica e valorizzazione ambientale di un patrimonio vastissimo lasciato in completo abbandono, insieme alle prospettive occupazionali dei lavoratori. Una situazione che ha convinto la Filctem Cgil e la Uiltec Uil ha proclamare una mobilitazione a oltranza dei propri iscritti e a prevedere nuove iniziative di protesta.

«Quello di venerdì con l’assessora Pili – sostengono le due sigle sindacali – è stato n incontro tardivo, frettoloso e superficiale» che non è servito «ad affrontare e risolvere nessuno dei nodi critici della vertenza: è purtroppo accaduto ciò che da tempo avevamo ventilato – hanno detto i segretari regionali Francesco Garau (Filctem) e Pierluigi Loi (Uiltec) – perché con l'uscita dal 1 maggio dei lavoratori ex-Ifras non c’è più il personale indispensabile a proseguire i lavori già programmati e così, la Regione ha condannato all'inerzia la sua società in house».

«Cagliari – hanno spiegato i due sindacalisti – non ha manifestato alcuna decisione né espresso una posizione netta sui contenuti del piano industriale che contestiamo o sulle attività da compiere, non fornisce risposte sul futuro dei lavoratori di Olmedo e Silius né sul percorso per salvaguardare i dipendenti per i quali chiediamo un futuro lavorativo certo e stabile».

Secondo le categorie, non sono sufficienti le 54 assunzioni previste ed «È necessario prevedere in organico il personale operativo adeguato a una società che si prefigge di svolgere un ruolo determinante nel campo delle bonifiche, oltre alla messa in sicurezza delle aree minerarie».



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