La Nuova Sardegna

Vacanze lontano dall’isola, in valigia test e certificati

Claudio Zoccheddu
L'aeroporto di Alghero (foto archivio)
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L'aeroporto di Alghero (foto archivio)

In attesa del green pass europeo ogni destinazione impone regole differenti.  Anche i vaccinati possono essere costretti a quarantene e tamponi di verifica

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SASSARI. Il graduale ritorno alla normalità fa rima con la possibilità di viaggiare. Prima di prenotare una vacanza lontano dall’Italia, tuttavia, è necessario mettere in conto gli strascichi della pandemia. Come accade in Sardegna in cui è richiesto il rispetto delle indicazioni pubblicate sul sito web Sardegna Sicura, anche i sardi che hanno iniziato a programmare una vacanza lontano dall’isola dovranno sottostare alle regole d’ingresso dei paesi di destinazione. Viaggiare informati è fondamentale e un valido aiuto può arrivare dalla informazioni diffuse dai siti reopen.europa.eu o viaggiaresicuri.it .

In Italia. All’interno dei confini nazionali non sono richiesti documenti particolari. Dal 26 aprile è possibile spostarsi tra regioni “bianche” e “gialle” senza l’obbligo di portare in valigia certificati di alcun tipo. Le cose potrebbero cambiare se la situazione dovesse precipitare nuovamente; a quel punto per varcare i confini di regioni “arancioni” o “rosse” sarà necessario il green pass, o il suo equivalente tricolore, che già viene fornito in forma embrionale dall’autorità sanitaria dopo i vaccini, dopo un test antigenico o molecolare o dopo aver superato l’infezione. Ma se la meta della vacanza dovesse essere oltre i confini nazionali, allora sarà necessario verificare i protocolli sanitari delle destinazioni.

All’estero. In alcuni Paesi extraeuropei è ancora impossibile programmare una vacanza. Nonostante la Farnesina abbia consentito gli spostamenti per fini turistici verso, Giappone, Thailandia, Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda, le autorità locali hanno previsto diverse restrizioni che vanno dal blocco del visto turistico alle lunghe quarantene all’arrivo, che possono arrivare sino a 14 giorni. Praticamente impossibile, perlomeno per il momento, programmare le vacanze. Verso Brasile, India e Russia, invece, si può viaggiare solo per motivi di lavoro, studio, rientro alla residenza o salute. Le destinazioni più “comode”, dunque, sono quelle europee.

Vacanze in Ue. Per spostarsi in Europa, anche all’interno dell’area Schengen, è necessario viaggiare con il certificato che dimostra la vaccinazione o la guarigione dalla malattia e, in alternativa, l’esito (negativo) di un tampone effettuato tra le 48 e le 72 ore antecedenti all’arrivo. Una pratica che permette di evitare quarantene ed esami aggiuntivi. Fino al 30 giugno l’Austria richiede l’iscrizione al sito entry.ptc.gv.at effettuata nelle 72 ore precedenti all’ingresso nel Paese. Per evitare la quarantena è necessario esibire un certificato o test, in lingua inglese o tedesca, che attesta la negatività al Covid 19. Il test deve essere stato effettuato nelle 72 ore precedenti l’ingresso nel Paese, in caso di test molecolare, nelle 48 ore precedenti, in caso di test antigenico. Tutti i viaggiatori diretti in Grecia, indipendentemente dalla nazionalità e dalle modalità di ingresso, devono essere iscritti al sito travel.gov.gr e devono soddisfare una di queste condizioni: aver completato, da almeno 14 giorni, la vaccinazione e presentare un certificato di vaccinazione, essere negativi a un test molecolare (l’antigenico non è previsto) eseguito entro le 72 ore precedenti l’arrivo in Grecia, oppure avere un certificato di guarigione da Covid-19 negli ultimi 9 mesi. Complicato ma non quanto in Irlanda dove i viaggiatori provenienti dall'Italia devono comunque effettuare a una quarantena domiciliare obbligatoria di 14 giorni da completare all’indirizzo indicato nel modulo di localizzazione dei passeggeri da compilare prima dell’arrivo. In Francia è richiesta un’autocertificazione e l’esito negativo di un tampone, esclusivamente Pcr-Rt, effettuato entro 72 ore dalla partenza. Il test è obbligatorio anche per i vaccinati.

In Spagna si entra con un tampone negativo, molecolare o antigenico, effettuato 72 ore prima dell’ingresso e tradotto in spagnolo, inglese, tedesco o francese. Da luglio sarò obbligatorio registrarsi ad una piattaforma sanitaria del governo. Per i Paesi Bassi è necessario effettuare due test, negativi, 72 (Pcr) e 24 (rapido) ore prima dell’ingresso, e effettuare 10 giorni di isolamento. Dopo 5 giorni è possibile effettuare un test Pcr: in caso di risultato negativo, si può terminare l’isolamento. Chi sceglie il Portogallo è tenuto a presentare un test molecolare Pcr al con risultato negativo, realizzato entro le 72 ore precedenti al viaggio. Non sono previsti test all’arrivo, dunque, non è possibile imbarcarsi senza aver effettuato un test.

Regno Unito. Per l’ingresso è obbligatorio presentare il risultato negativo di un test effettuato nei tre giorni precedenti alla partenza, compilare un formulario online (“travel locator form”), nei due giorni precedenti la partenza, in cui viene richiesto un indirizzo e un numero di telefono al quale i viaggiatori possano essere contattati. È anche necessario osservare un isolamento cautelare di 10 giorni ma è possibile ridurre la quarantena a 5 giorni utilizzando l'opzione test-to-release effettuando un test a pagamento il quinto giorno di isolamento. È possibile anche effettuare due test in occasione del secondo e dell’ottavo giorno di autoisolamento nel Paese. I test devono essere prenotati e pagati prima dell’ingresso nel Paese (210 sterline) tramite il portale dedicato. Successivamente al pagamento verrà inviata per posta un covid-test-kit all’indirizzo indicato .

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