Mogorella, si cerca il corpo di Marina: indagato l’ex compagno

Marina Castangia, 60 anni, scomparsa dall'inizio del mese di marzo

Perquisite le proprietà di Antonino Demelas sotto accusa per omicidio

INVIATO A MOGORELLA. Dopo tre mesi, tutto cambia. Marina Castangia, la sessantenne di Cabras di cui non si hanno più notizie da inizio marzo, non è più una persona scomparsa. Da ieri, per chi indaga, è un cadavere. Seppellito chissà dove e da qualcuno che ancora non ha un vero volto. Quello del suo ultimo compagno di una vita disseminata di incontri e infatuazioni, corrisponde anche a quello del sospettato numero uno. Lui ha negato, nel corso di un interrogatorio durato ore e in cui ha ribadito quel che già andava ripetendo da settimane. Antonino Demelas, 69 anni, è comunque indagato per omicidio volontario. L’occultamento di cadavere, reato che sarebbe consequenziale al primo, non viene contestato proprio perché il cadavere non c’è.

Non è certo un dettaglio, è un punto fondamentale dell’inchiesta che ieri è arrivata a una svolta. Verso le 9.30 del mattino, a Mogorella sono arrivate alcune macchine dei carabinieri della Compagnia di Mogoro, guidati dal maggiore Claudio Carcangiu, e del Reparto investigazioni speciali sotto il coordinamento del sostituto procuratore Armando Mamone, che guida l’inchiesta, e la supervisione del procuratore Ezio Domenico Basso.

Sanno che strada imboccare e si fermano davanti alla casa di Antonino Demelas. Suonano il campanello, ma lui non è lì: non aspettava visite. Lo rintracciano e verso le 10 infila la chiave dentro la toppa della porta per far entrare gli inattesi ospiti. Guanti, tute bianche, mascherine e tutto l’occorrente per frugare nei misteri di quelle mura, dove restano per diverse ore. Sono le due del pomeriggio quando il via vai finisce. In tutte quelle ore Antonino Demelas fa anche lui la spola tra il corpo principale della casa, la veranda e alcune stanze separate proprio dalla veranda. All’ora di pranzo mette qualcosa sotto i denti: si accontenta di una banana. Poi aspetta, osserva con gli occhiali dalle lenti fotocromatiche che al sole diventano scure.

Gli nascondono gli occhi quando sale in macchina con i carabinieri, mentre dalle finestre o dalle verande delle case vicine gli sguardi di pochi dirimpettai sono rivolti verso la strada. La macchina si infila nel dedalo di viuzze in saliscendi del paese – poco più di 400 abitanti – per fare la prima di una serie di tappe lontane da via Vittorio Emanuele. Accanto alla biblioteca comunale c’è una vecchia casa di proprietà della famiglia Demelas – Antonino è uno degli otto fratelli, non tutti vivono a Mogorella –. Indagato e inquirenti ci stanno una ventina di minuti, poi vanno via e i carabinieri raggiungono un’altra delle proprietà di famiglia. È una casa che sembra disabitata con un ripostiglio indipendente in via Risorgimento, strada principale del paese. La perquisizione qui prosegue per un’ora, ma non è l’ultima visita alle proprietà di famiglia – la quantità non inganni, perché alcune non sono abitabili e Antonino Demelas non è certo un possidente benestante –.

Manca un ultimo tassello e un’altra casa in via Deledda. Altra perquisizione, nuova caccia a quelle tracce che dovrebbero portare a svelare il mistero. E lui, l’indagato dov’è? I carabinieri l’hanno portato con loro in caserma a Ruinas per interrogarlo e per sbrigare le formalità procedurali. Assistito dall’avvocato Monica Masia sceglie di rispondere. Cosa dica di preciso non si sa, nega però di essere un assassino. Non vengono presi o richiesti provvedimenti cautelari, è il segnale che agli inquirenti manca ancora la pistola fumante, quel particolare decisivo che completi il mosaico composto da tanti tasselli, ma che ancora rimane a metà.

Le tessere da mettere al loro posto sono tante, altre invece sono già in ordine: è gennaio quando Marina Castangia lascia Mogorella. È successo qualcosa? A ogni modo lei trova un tetto a Cabras a casa del fratello. Non è la prima volta che succede: ex parrucchiera a Oristano, ha un carattere molto incostante e le sue assenze erano considerate abituali. A fine febbraio, infatti, qualche giorno dopo che Antonino Demelas va a Cabras per un confronto con lei, Marina Castangia sceglie di tornare a Mogorella. Nessun dubbio c’è sul fatto che in paese resti sino ai primi di marzo, probabilmente sino al 10. Da quel momento nessuno la vede più, se non Antonino Demelas che dice che l’8 maggio si era fatta viva per prendere alcuni vestiti spiegando che sarebbe andata a Olbia assieme ad alcune amiche.

La vede solo lui, nessun altro compaesano e chi siano queste amiche non si sa. Sono anche i giorni in cui i figli, che generalmente non si preoccupavano se non sentivano la madre per settimane, decidono di denunciarne la scomparsa. Vivono fuori Sardegna e vorrebbero sapere qualcosa in più, ma non ne hanno la possibilità. Le ricerche, quelle con squadre di vigili del fuoco, protezione civile e altre forze dell’ordine però non iniziano mai. Nessuno batte le campagne o la cerca in qualche casa, è il segnale che non si crede a una sua sparizione casuale. Non c’è un disperso da trovare e più passano i giorni, più ci si convince che della versione di Antonino Demelas ci sia più di un dettaglio che non torna.

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