La Nuova Sardegna

«Servono vaccinazioni personalizzate»

«Servono vaccinazioni personalizzate»

I medici chiedono di scegliere i sieri da inoculare secondo le esigenze dei pazienti

2 MINUTI DI LETTURA





ROMA . Alla luce della mutata situazione epidemiologica, con una ridotta circolazione del SarsCov2 ed una maggiore disponibilità di vaccini anche la campagna vaccinale andrebbe in qualche modo ridisegnata. Lo pensano medici e virologi che propongono un approccio di vaccinazioni personalizzate e valutate sui singoli soggetti. Va in questa direzione la proposta del presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici Filippo Anelli: «Siano i medici a decidere quali vaccini somministrare ai singoli, sulla base delle caratteristiche e della situazione clinica, superando l'indicazione generalizzata. Finora ci siamo trovati in una fase emergenziale, in cui c'era la disponibilità solo di alcuni tipi di vaccini e la tipologia da somministrare non è stata decisa dai medici in maniera diretta. Allo stesso modo, ad esempio, se si decide di fare un open day per un vaccino, sostanzialmente quel tipo di vaccino si somministra a tutti coloro che si presentano e rientrano nella fascia indicata, ovviamente sulla base della scheda d'anamnesi, ma non c'è una valutazione del singolo soggetto». Diventa dunque, secondo Anelli, «molto importante il ruolo che ha il medico nella prescrizione. Il medico, nel futuro della campagna vaccinale, dovrebbe avere a disposizione i vari tipi di vaccini e decidere, sulla base delle caratteristiche dell'individuo e delle sue malattie, il tipo di vaccino da somministrare, superando le indicazioni generalizzate». Propone di passare da una “vaccinazione di massa” ad una “vaccinazione personalizzata”.

Tensione in Uk. Si va verso il rinvio della riapertura totale prevista per il 21 giugno nel Regno Unito, dove spaventa la variante Delta, la mutazione del Covid-19 chiamata “indiana”, che fa ammettere al primo ministro Boris Johnson di non essere ottimista come lo era fino al mese scorso. A maggio infatti il leader Tory difendeva la sua road map, arrivata quasi al traguardo dopo pesanti e lunghe restrizioni, rimandando al mittente gli appelli di chi metteva in guardia sul rischio varianti. Oggi Johnson ammette che è necessario essere cauti. Parole chiare, secondo i media britannici, che anticipano un rinvio di quattro settimane delle riaperture in Inghilterra. Quel freedom day tanto atteso come il segnale di fatto del ritorno alla normalità. L'annuncio è atteso per lunedì, nel corso del programmato aggiornamento di Downing Street sugli sviluppi nella lotta alla pandemia.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative