L’autodifesa in 2 ore di interrogatorio
Aveva chiesto di essere sentito, poi è arrivato il proscioglimento da tutte le accuse
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SASSARI. Prosciolto da tutte le accuse, senza nemmeno bisogno di andare a processo per dimostrare la sua onestà. Per il gup del tribunale di Tempio Caterina Interlandi, l’ex capo dei vigili urbani Andrea Becciu, 50 anni, algherese, non ha commesso alcun reato. Non è un “furbetto del cartellino”. Il pubblico ministero Mauro Lavra, ha chiesto sentenza di “non luogo a procedere”. Dal giugno 2015 sino al dicembre 2017 Andrea Becciu ha lavorato come comandante dei vigili urbani nel Comune di Arzachena. Dal 15 agosto 2017 iniziano le intercettazioni ambientali da parte della guardia di finanza. Telecamere negli uffici, nella sua abitazione, nei palazzi adiacenti, dispositivi Gps sulle auto, conversazioni telefoniche ascoltate. E poi il pacchetto di accuse: assenza dal lavoro per 27 giorni, tra il 15 agosto e il 24 ottobre 2017, che si traduce in truffa aggravata e continua ai danni del Comune, abuso d’ufficio, falsità ideologica, e ancora peculato e corruzione, e infine omessa denuncia di reato, perché due suoi agenti non avevano sanzionato un barbone che dormiva nell’auto non coperta da assicurazione. Tra le contestazioni anche il fatto di utilizzare i mezzi del comando per fini personali, come trasportare una moto a Cagliari. O di aver ricevuto pranzi in ristorante offerti in cambio di favori. Becciu e i suoi avvocati hanno respinto ogni addebito sin dal primo momento, convinti di poter dimostrare, documenti alla mano e testimoni, la correttezza nella condotta di lavoro. Il comandante aveva anche chiesto di essere interrogato in udienza preliminare, prima che il gup decidesse sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura di Tempio. In quasi due ore di interrogatorio, si era difeso puntulamente da tutte le accuse, fornendo chiarimenti su ogni episodio contestato. «Quel giorno che le telecamere mi hanno ripreso mentre timbravo il cartellino in bermuda – aveva dichiarato – ero andato a fare un sopralluogo in spiaggia insieme a un altro collega per un servizio di repressione dell’ambulantato selvaggio». (lu.so.)
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