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«Bando riproduttori bovini, subito lo sblocco»

«Bando riproduttori bovini, subito lo sblocco»

Coldiretti nord Sardegna: il settore ha bisogno di liquidità, ma ci sono pratiche di 3 anni non pagate

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SASSARI. Gli aiuti per l’acquisto di riproduttori e fattrici di qualità pregiata iscritte nei libri genealogici o nei registri di razza diventano essenziali per sostenere il settore dell’allevamento dei bovini impegnato a uscire dalla crisi Covid. Coldiretti nord Sardegna, sottolineando che «7 bovini su 10 allevati nell’isola sono da carne e molti di questi sono di altissima qualità, grazie ad allevatori lungimiranti» afferma che «occorre accelerare la pubblicazione del bando per l’acquisto». Ma per il presidente Battista Cualbu in questo momento «è fondamentale liquidare i denari delle domande degli anni scorsi, anche perché ce ne sono alcune non ancora pagate da tre anni. In questo momento difficilissimo, in cui i mercati sono rallentati con ripercussioni sul mondo produttivo, è innanzitutto essenziali garantire la liquidità dovuta, soprattutto laddove sono state già sostenute delle spese». Il bando ha l’obiettivo di migliorare la produzione ed incrementare la qualità delle carni bovine: lo scorso anno si è superato il plafond. «I risultati, sostenuti anche da questo incentivo – dice il direttore di Coldiretti nord Sardegna Ermanno Mazzetti – sono evidenti, in quanto la qualità degli animali allevati sta migliorando come dimostrano anche i premi che gli allevatori sardi conquistano nelle migliori mostre nazionali e non solo, che speriamo ripartano al più presto dopo due anni di stop per il Covid». La Sardegna conta 9.557 allevamenti dei quali l’82,5% sono da carne; i capi sono 275.254, il 71,51% sono da carne. Il 44,2% (3.491) degli allevamenti e il 27% dei capi (73.550) di bovino da carne si trovano nel nord Sardegna. (a.palm.)

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