Vaccini, ci sarà qualche ritardo nelle consegne
Figliuolo avverte: manutenzione straordinaria alla Pfizer, lo stop dovrebbe durare pochi giorni
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CAGLIARI. Il generale commissario, Francesco Paolo Figliuolo, ha messo le mani avanti. Con una mail inviata alle Regioni, ha fatto sapere che potrebbe esserci qualche ritardo nella consegna dei vaccini. O, comunque, le forniture potrebbero essere meno consistenti del previsto. La causa? L’azienda farmaceutica Pfizer ha annunciato la possibile manutenzione straordinaria in alcune linee di produzione, lo stop dovrebbe durare pochi giorni, ma comunque necessari dopo essere stata messa sotto pressione a causa del divieto di somministrare le dosi AstraZeneca agli under 60. È probabile, a questo punto, che in settimana qualche fornitura possa saltare.
L’attesa. Oggi o domani la Sardegna dovrebbe ricevere, come al solito, intorno alle 70-80mila dosi Pfizer, ma se fossero meno? Dall’Ats-Ares fanno sapere che la mail del generale è stata presa subito in considerazione. «Ma capiremo come comportarci solo dopo l’arrivo effettivo delle consegne annunciate dalla tabella di marcia, inviataci anche quella venerdì scorso», è la posizione, ancora cauta, di chi sta al vertice della filiera regionale dei vaccini. Per poi aggiungere: «Se davvero dovessero consegnarci meno dosi, qualche ragionamento dovremmo farcelo sul momento». Il più probabile potrebbe essere far slittare i prossimi appuntamenti di qualche giorno, o al massimo all’inizio della prima settimana di luglio.
Oltre Pfizer. S’è capito da tempo che la campagna nazionale è Pfizer dipendente. Ogni notizia che rimbalza dalla centrale operativa della casa farmaceutica americana, ma anche dai forti legami con la Germania, ha un effetto immediato sull’andamento delle vaccinazioni. La Sardegna da tempo si è assestata su una media giornaliera che varia dalle 15mila alle 17mila somministrazioni e quasi il 70 per cento di queste sono effettuate proprio con le fiale Pfizer. È per questo motivo che la possibilità di un taglio nelle forniture sarà valutata con grande attenzione dall’Ats-Ares. Di contro, invece, Moderna sembra aver preso un buon passo nelle consegne. Domenica sono arrivate 21.400 dosi prodotte dalla seconda azienda americana e dovrebbero essere sufficienti per coprire il fabbisogno settimanale rispetto alle persone vaccinate una prima volta con lo stesso farmaco e ora in attesa del richiamo. Anche la Johnson&Johnson, l’unico vaccino monodose, ha rispettato i tempi di consegna con l’invio di 4mila fiale. AstraZeneca ha confermato le forniture annunciate e le consegne dovrebbero essere effettuate entro la settimana. Ma ormai le dosi prodotte dalla casa farmaceutica anglo-svedese sono destinate solo agli over 60, richiami compresi, ed è per questo motivo che tutte le Regioni sono preoccupate se la Pfizer dovesse fare uno o più passi indietro. (ua)
L’attesa. Oggi o domani la Sardegna dovrebbe ricevere, come al solito, intorno alle 70-80mila dosi Pfizer, ma se fossero meno? Dall’Ats-Ares fanno sapere che la mail del generale è stata presa subito in considerazione. «Ma capiremo come comportarci solo dopo l’arrivo effettivo delle consegne annunciate dalla tabella di marcia, inviataci anche quella venerdì scorso», è la posizione, ancora cauta, di chi sta al vertice della filiera regionale dei vaccini. Per poi aggiungere: «Se davvero dovessero consegnarci meno dosi, qualche ragionamento dovremmo farcelo sul momento». Il più probabile potrebbe essere far slittare i prossimi appuntamenti di qualche giorno, o al massimo all’inizio della prima settimana di luglio.
Oltre Pfizer. S’è capito da tempo che la campagna nazionale è Pfizer dipendente. Ogni notizia che rimbalza dalla centrale operativa della casa farmaceutica americana, ma anche dai forti legami con la Germania, ha un effetto immediato sull’andamento delle vaccinazioni. La Sardegna da tempo si è assestata su una media giornaliera che varia dalle 15mila alle 17mila somministrazioni e quasi il 70 per cento di queste sono effettuate proprio con le fiale Pfizer. È per questo motivo che la possibilità di un taglio nelle forniture sarà valutata con grande attenzione dall’Ats-Ares. Di contro, invece, Moderna sembra aver preso un buon passo nelle consegne. Domenica sono arrivate 21.400 dosi prodotte dalla seconda azienda americana e dovrebbero essere sufficienti per coprire il fabbisogno settimanale rispetto alle persone vaccinate una prima volta con lo stesso farmaco e ora in attesa del richiamo. Anche la Johnson&Johnson, l’unico vaccino monodose, ha rispettato i tempi di consegna con l’invio di 4mila fiale. AstraZeneca ha confermato le forniture annunciate e le consegne dovrebbero essere effettuate entro la settimana. Ma ormai le dosi prodotte dalla casa farmaceutica anglo-svedese sono destinate solo agli over 60, richiami compresi, ed è per questo motivo che tutte le Regioni sono preoccupate se la Pfizer dovesse fare uno o più passi indietro. (ua)
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