Scuola, in Sardegna è l’anno degli abbandoni: 600 segnalazioni alle Procure

Difficoltà nello studio e situazioni familiari critiche all’origine dell’addio. Protagonisti ragazzini tra i 12 e i 16 anni, vittime di ansia e depressione

SASSARI. Da una manciata di segnalazioni a oltre 300 avvisi, con l’apertura di altrettanti fascicoli. Protagonisti minorenni in età scolare che la scuola hanno deciso di abbandonarla per varie ragioni: insuccesso nello studio, fatica a stare dietro alla didattica a distanza, connessione che salta o che non c’è, situazione familiare complicata. Nello sfondo, un disagio diffuso da parte degli adolescenti, privati del confronto diretto con compagni e professori, e in generale della socialità.

Un disagio che in molti casi ha provocato depressione, disturbi del sonno e dell’umore, sino a sfociare in atti di autolesionismo: ragazzi e ragazze che si fanno del male volontariamente tagliandosi con le lamette o provocandosi ustioni per esprimere con i gesti quel bisogno di attenzione che con le parole non viene fuori. I dati delle procure dei minori fotografano una situazione allarmante che riguarda i ragazzini delle medie e delle superiori. Complessivamente, tra Cagliari e Sassari sono oltre 600 i casi di abbandono segnalati. La procuratrice dei minori Anna Cau presso il tribunale di Cagliari – competente anche per Oristano e Lanusei – già alcuni mesi fa aveva lanciato un appello denunciando le enormi difficoltà vissute da un numero consistente di adolescenti.

Situazioni non sempre note alle famiglie, perché protetti nel guscio della loro stanza, spesso in casa da soli, sono stati tanti i ragazzi che durante la dad hanno deciso in autonomia di non accendere il pc per seguire le lezioni: soprattutto i più fragili si sono disconnessi dallo studio senza parlarne neppure ai genitori. Altri invece si sono sentiti quasi costretti a causa dell’isolamento digitale: impossibile seguire le lezioni a singhiozzo e presentarsi impreparati alle verifiche. Chi già arrancava, con la pandemia ha visto crescere il livello di difficoltà e per questo ha deciso di mollare, facendo altro o cercando di recuperare in privato. Ma dove c’era una situazione di difficoltà legata al contesto familiare (di tipo economico o logistico) la Procura si è mossa insieme alla scuola e ai servizi sociali per andare incontro ai ragazzi. Situazione molto simile nel Sassarese: la procura dei minori di Sassari ha ricevuto altre 323 segnalazioni che hanno portato all'apertura di 306 fascicoli. Protagonisti prevalentemente studenti delle scuole Superiori con una prevalenza di maschi rispetto alle femmine «Dalle indagini socio familiari svolte - spiegano la procuratrice capo Luisella Paola Fenu e la sostituta Roberta Del Giudice - è emerso che molte delle assenze scolastiche erano legate alle indisponibilità da parte dei minori dei supporti informatici necessari per la didattica a distanza. Evidentemente il Covid ha aumentato le distanze sociali e le differenze socio economiche. Molti comuni hanno stanziato dei fondi». I casi di più forte disagio, sfociati in depressione e atti di autolesionismo sono stati presi in carico dagli esperti dei dipartimenti di Salute mentale dell’Ats: durante il lockdown del 2020 e la successiva dad dell’inverno appena trascorso c’è stato un boom di accessi di ragazzini dai 12 ai 16 anni.
 

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