Scanu: «Bisogna ascoltare i territori»
Il presidente del Consorzio industriale di Sassari: «Serve una politica integrata»
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SASSARI. Addio al gas, tutta l’isola elettrificata? Il presidente del consorzio industriale, Valerio Scanu, ha più di una perplessità: «L’ultima decisione del Governo nazionale, con decreto legge attualmente in vigore stabilisce già l’addio alla dorsale del metano e prevede un sistema per garantire l’approvvigionamento del gas naturale definito “virtual pipeline”, che svolge sostanzialmente le funzioni di un metanodotto virtuale, tra la penisola e la Sardegna, e che affida la realizzazione dei due rigassificatori al medesimo gestore della rete nazionale di trasporto del gas. Tuttavia, a distanza di un anno, non solo non si ha alcuna certezza sui tempi e sulla localizzazione effettiva delle infrastrutture ma, dalle dichiarazioni del Ministro e del Presidente dell’Enel, sembrerebbe che anche questo sistema possa essere messo in discussione. Il piano energetico attualmente in vigore può rappresentare, comunque, una soluzione realistica, se attuata nei tempi e nei contenuti previsti, per garantire la fornitura di energia fino al 2050». Viceversa, secondo Scanu, «affidare tutto alle fonti rinnovabili e al loro accumulo, è una posizione quanto meno discutibile, che rischia di allontanare la riconversione delle centrali a carbone e assegna al futuro cavo di collegamento con la Sicilia, l’unica garanzia per la continuità energetica. La centrale termoelettrica di Fiume Santo dovrà cessare di bruciare carbone entro il 2025. Non esiste attualmente un piano chiaro e definito per la sua riconversione. E dagli interventi del Ministro Cingolani e dell’AD Starace non emerge alcuna vera alternativa al phase-out dal carbone e soprattutto nessun piano concreto per reimpiegare i 400 lavoratori, diretti e indiretti, che attualmente operano nella centrale».
«Se il governo nazionale - conclude Scanu - intende veramente contribuire ad una svolta green per il futuro della Sardegna e garantire in tempi brevi l’approvvigionamento energetico a prezzi pari a quelli praticati nel resto dell’Italia, deve attuare una politica integrata. Spetta al Parlamento e alla Regione Sardegna, sentiti anche i grandi gruppi industriali ma, soprattutto tenendo conto delle istanze e delle proposte che arrivano dal territorio, definire un’azione politica sinergicasul settore energetico che preveda adeguati stanziamenti e tempi rapidi per investimenti strutturali che guardino al futuro ma, che incidano soprattutto sul presente».
«Se il governo nazionale - conclude Scanu - intende veramente contribuire ad una svolta green per il futuro della Sardegna e garantire in tempi brevi l’approvvigionamento energetico a prezzi pari a quelli praticati nel resto dell’Italia, deve attuare una politica integrata. Spetta al Parlamento e alla Regione Sardegna, sentiti anche i grandi gruppi industriali ma, soprattutto tenendo conto delle istanze e delle proposte che arrivano dal territorio, definire un’azione politica sinergicasul settore energetico che preveda adeguati stanziamenti e tempi rapidi per investimenti strutturali che guardino al futuro ma, che incidano soprattutto sul presente».
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