Il Pd fa riaprire i giochi: «Subito la rete energetica»

Accolto dal Governo un ordine del giorno: nuova prospettiva per Porto Torres

CAGLIARI. La Camera ieri sera ha approvato un ordine del giorno presentato dal gruppo Pd, primo firmatario Gavino Manca, a seguire i colleghi Mura e Frailis, ma anche il capogruppo Delrio, che impegna il governo a un intervento organico e condiviso sul sistema energetico sardo. In realtà la votazione non c’è nemmeno stata, perchè il testo presentato dai deputati è stato accolto dal Governo e quindi automaticamente dall’Assemblea.

Nel testo si impegna il governo a varare al più presto il Decreto che dovrà dare gambe alla legge che prevede la “virtual-pipeline” votata lo scorso settembre, a convocare al più presto un tavolo istituzionale a Palazzo Chigi, a sottoscrivere nuovi accordi di programma per Porto Torres e il Sulcis, «tali da garantire un assetto energetico idoneo nell’immediato, funzionale alla decarbonizzazione e per il futuro passaggio dell’isola a un modello basato sulle rinnovabili», e infine a convocare un tavolo per la «riscrittura d un accordo di programma per Porto Torres». L’ordine del giorno è una direttiva di istruzione del Parlamento al Governo, che lo vincola al suo rispetto: è un impegno inderogabile, che pur non avendo ha valore di legge, riveste un significato politico.

Si tratta del primo atto su questi temi che interviene in un momento decisivo per il futuro del sistema energetico e produttivo sardo: il varo, appunto del Dpcm (Decreto del presidente del Consiglio) che dovrà definire i contorni dell’approvvigionamento per la Sardegna del gas, sia in funzione civile che industriale. E qui l’ordine del giorno apre scenari impensabili sino a poche settimane fa, perchè non solo fa rientrare nel dibattito il tema della sicurezza, della omogeneità e della certezza delle forniture del metano per tutti i sardi, ma apre anche a un unico collegamento tra i diversi punti di arrivo del gas: Porto Torres, Oristano e Portovesme. Partendo dalle dichiarazioni alla Nuova del ministro Cingolani e dell’Ad di Enel Starace, l’ordine del giorno ricorda che «argomenti così sensibili richiedono il coinvolgimento di tutti, senza passi affrettati». E poi si affonda il colpo ricordando che il futuro decreto «è fondamentale per cristallizzare la soluzione di Virtual Pipeline che permetterà di approvvigionare la Sardegna di metano allo stesso prezzo del resto dell’Italia facendo uscire così l’isola da decenni di arretratezza energetica e disparità di trattamento rispetto al resto del paese, a tutto vantaggio dell’industria, sia grande che piccola, e delle famiglie: il Dpcm dovrà inoltre identificare la necessità di una adeguata rete energetica regionale di trasporto del gas, che colleghi i punti di approvvigionamento e i centri di consumo industriali e civili». Queste ultime le parole più importanti.

Il testo prosegue ricordando la strategia per l’idrogeno dell’Ue, che si inserisce nel percorso di completa decarbonizzazione entro il 2050. «Questo avverrà anche attraverso il riutilizzo delle infrastrutture energetiche esistenti. «La rete energetica di trasporto del gas sarda dovrà essere “hydrogen ready” così da permettere di traguardare, già da oggi, una soluzione energetica a impatto zero per il futuro». L’opzione dorsale, data per superata, riprende decisamente quota. Alla fine deciderà comunque solo Draghi.

@gcentore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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