Solinas si ricandida: centrodestra tra consenso e prudenza
di Umberto Aime
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Il governatore Christian SolinasLega, Psd’Az, Riformatori e 20Venti favorevoli al bis del governatore. Più caute le reazioni di Fdi e Forza Italia. Critiche da una parte dell’opposizione
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CAGLIARI. La ricandidatura nel 2024, annunciata dallo stesso Christian Solinas, com’è stata accolta dai partiti del centrodestra? Come hanno reagito, invece, le opposizioni? In estrema sintesi il governatore ha sorpreso quasi tutti, perché oggi è il presente, dalla pandemia alla crisi economica, a preoccupare più di qualsiasi altra cosa.
La coalizione. Fra gli alleati, com’era scontato che fosse, il sentimento predominante è stato comunque favorevole di fronte al «deciso passo avanti» del governatore, senza però nascondere una certa cautela sui tempi: «Dichiararlo due anni e mezzo prima delle Regionali forse è stato troppo presto». Non certo per il coordinatore della Lega: «Solinas sta governando bene e, come si usa dire in Sardegna, gli auguro di governare a chent’annos», ha detto Eugenio Zoffili. Anche per i Riformatori ha fatto bene a uscire allo scoperto: «Riteniamo naturale che il presidente voglia proseguire nel realizzare punto per punto il programma con cui la a coalizione ha vinto le elezioni nel 2019. Però stavolta realizzarli al netto della pandemia che purtroppo invece ha frenato l’azione di governo. Con alle spalle l’emergenza e un’altra legislatura a disposizione, sarà di certo molto più semplice e immediato mettere in campo quelle strategie vincenti proposte a suo tempo», sono state le parole del coordinatore e assessore Aldo Salaris. Di ricandidatura naturale ha parlato e Franco Mula, capogruppo del Psd’Az, ma «oggi è necessario un cambio di passo» e quindi in questo momento «una nuova Giunta e una maggioranza più produttiva darebbero ancora più forza nell’individuare in futuro proprio nel presidente Solinas il naturale successore di se stesso». Stefano Tunis, fondatore di Sardegna 20Venti, ha apprezzato nell’annuncio del governatore questo passaggio: «La sua volontà di voler allargare il perimetro della maggioranza conferma oggi una leadership sempre più solida». Per Francesco Mura, Fdi, «mancano ancora due anni e mezzo alla fine di questa legislatura e, a causa della pandemia, dobbiamo attuare buona parte degli impegni presi nel 2019» e «una volta mantenuti quelli saremo lieti di sostenere il presidente anche nel 2024». Fra i più cauti Emanuele Cera, vicecapogruppo di Forza Italia: «Prendiamo atto della proposta di Solinas. Ma oggi riteniamo di non poterla né approvare né disapprovare. La sua possibile ricandidatura non è un automatismo. Al momento opportuno questa o o altre scelte dovranno quindi essere condivise dalla coalizione. Di conseguenza la scelta finale dovrà essere presa attraverso il lavoro attento e puntuale nei tavoli politici regionali e nazionali. È proprio da quei tavoli che dovrà scaturire il nome del candidato nel 2024». Per poi affrontare il presente: «È sempre più indispensabile dare in fretta nuovo impulso all’azione amministrativa del centrodestra in questa legislatura. I cittadini, in modo particolare i nostri elettori, attendono ancora più di una risposta ai problemi che oggi affliggono la Sardegna. Risposte che per via anche delle continue emergenze, invece stentano ad arrivare».
Le opposizioni. Per Desirè Manca, M5s, «ci vuole davvero coraggio a ripresentarsi e infatti la possibile ricandidatura di Solinas oggi è percepita dai sardi come la peggiore delle minacce». Secondo Romina Mura, deputata del Pd, «cosa farà Solinas da grande non rientra certo tra le mie preoccupazioni, mi interessa invece capire come voglia evitare il ritorno della Sardegna in zona gialla e programmare la spesa dei finanziamenti che arriveranno col Piano straordinario post pandemia». Secondo Francesco Agus dei Progressisti: «A nessuno se non allo stesso Solinas può interessare cosa lui andrà a fare dal 2024 in poi. Basta con la propaganda e le sparate».
La coalizione. Fra gli alleati, com’era scontato che fosse, il sentimento predominante è stato comunque favorevole di fronte al «deciso passo avanti» del governatore, senza però nascondere una certa cautela sui tempi: «Dichiararlo due anni e mezzo prima delle Regionali forse è stato troppo presto». Non certo per il coordinatore della Lega: «Solinas sta governando bene e, come si usa dire in Sardegna, gli auguro di governare a chent’annos», ha detto Eugenio Zoffili. Anche per i Riformatori ha fatto bene a uscire allo scoperto: «Riteniamo naturale che il presidente voglia proseguire nel realizzare punto per punto il programma con cui la a coalizione ha vinto le elezioni nel 2019. Però stavolta realizzarli al netto della pandemia che purtroppo invece ha frenato l’azione di governo. Con alle spalle l’emergenza e un’altra legislatura a disposizione, sarà di certo molto più semplice e immediato mettere in campo quelle strategie vincenti proposte a suo tempo», sono state le parole del coordinatore e assessore Aldo Salaris. Di ricandidatura naturale ha parlato e Franco Mula, capogruppo del Psd’Az, ma «oggi è necessario un cambio di passo» e quindi in questo momento «una nuova Giunta e una maggioranza più produttiva darebbero ancora più forza nell’individuare in futuro proprio nel presidente Solinas il naturale successore di se stesso». Stefano Tunis, fondatore di Sardegna 20Venti, ha apprezzato nell’annuncio del governatore questo passaggio: «La sua volontà di voler allargare il perimetro della maggioranza conferma oggi una leadership sempre più solida». Per Francesco Mura, Fdi, «mancano ancora due anni e mezzo alla fine di questa legislatura e, a causa della pandemia, dobbiamo attuare buona parte degli impegni presi nel 2019» e «una volta mantenuti quelli saremo lieti di sostenere il presidente anche nel 2024». Fra i più cauti Emanuele Cera, vicecapogruppo di Forza Italia: «Prendiamo atto della proposta di Solinas. Ma oggi riteniamo di non poterla né approvare né disapprovare. La sua possibile ricandidatura non è un automatismo. Al momento opportuno questa o o altre scelte dovranno quindi essere condivise dalla coalizione. Di conseguenza la scelta finale dovrà essere presa attraverso il lavoro attento e puntuale nei tavoli politici regionali e nazionali. È proprio da quei tavoli che dovrà scaturire il nome del candidato nel 2024». Per poi affrontare il presente: «È sempre più indispensabile dare in fretta nuovo impulso all’azione amministrativa del centrodestra in questa legislatura. I cittadini, in modo particolare i nostri elettori, attendono ancora più di una risposta ai problemi che oggi affliggono la Sardegna. Risposte che per via anche delle continue emergenze, invece stentano ad arrivare».
Le opposizioni. Per Desirè Manca, M5s, «ci vuole davvero coraggio a ripresentarsi e infatti la possibile ricandidatura di Solinas oggi è percepita dai sardi come la peggiore delle minacce». Secondo Romina Mura, deputata del Pd, «cosa farà Solinas da grande non rientra certo tra le mie preoccupazioni, mi interessa invece capire come voglia evitare il ritorno della Sardegna in zona gialla e programmare la spesa dei finanziamenti che arriveranno col Piano straordinario post pandemia». Secondo Francesco Agus dei Progressisti: «A nessuno se non allo stesso Solinas può interessare cosa lui andrà a fare dal 2024 in poi. Basta con la propaganda e le sparate».
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