La Nuova Sardegna

L’inferno dell’Oristanese approda alla Camera

di Salvatore Santoni
L’inferno dell’Oristanese approda alla Camera

L’informativa del ministro Cingolani: «Aumentare la prevenzione coi satelliti» Sui ristori il presidente Solinas assicura: «Non lasceremo indietro nessuno»

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SASSARI. C’è un problema di manutenzione e di civiltà. E serve tanta prevenzione, anche usando i fondi del Pnrr per sfruttare la rete di satelliti europei, droni e altre forme di osservazione a terra. Anche perché in due giorni in Sardegna sono andati in fumo oltre 10mila ettari e quindi «è stato un evento catastrofico». Ieri nella sua informativa alla Camera dei deputati il ministro alla Transizione ecologica Roberto Cingolani non ha usato mezzi termini per inquadrare la piaga dei roghi che messo in ginocchio l’Oristanese. «Tutti sanno che in quelle aree non si può mettere un chiodo – ha aggiunto parlando dei raid dei piromani –. Non è possibile che uno brucia per metterci il fotovoltaico o perché ci vuole fare un villaggio turistico. La legge a me sembra perfetta, dovrebbe scoraggiare chiunque ad appiccare incendi».

Durante il dibattito tra i gruppi, il Partito democratico ha chiesto in aula, con la presidente della commissione Ambiente Alessia Rotta, una politica pluriennale di prevenzione da concordare con le Regioni, il rafforzamento di mezzi e personale e l’inasprimento delle pene per il reato di incendio doloso. «Non c’è un destino ineluttabile all’origine degli incendi che hanno causato gravissimi danni in Sardegna – scrivono in una nota i deputati sardi del Pd Andrea Frailis, Gavino Manca e Romina Mura – ecco perché chiediamo interventi immediati, ma anche di medio periodo, per riparare i danni causati dai roghi e rafforzare l’attività di monitoraggio e prevenzione».

Critici i deputati Salvatore Deidda (Fratelli d’Italia) e Pino Cabras (L’alternativa c’è). Il primo ha detto: «Da Cingolani ci saremmo aspettati soluzioni e interventi immediati. Dal governo avevamo bisogno di risposte concrete in termini economici e operativi». Mentre Cabras ha dichiarato: «Temo che alla prossima legge di bilancio verranno bocciati gli emendamenti che stanziano risorse per la prevenzione, per la difesa passiva, per l’inversione di tendenza rispetto all’abbandono di foreste e suoli». Nel frattempo dalla Conferenza Stato-Regioni arriva la notizia di un importante accordo raggiunto. È quello sul decreto attuativo ai sensi del testo unico in materia di foreste e filiere forestali «per la definizione dei criteri minimi nazionali per il riconoscimento dello stato di abbandono dei terreni esclusi dai boschi – spiega in una nota il deputato e componente della commissione Agricoltura Alberto Manca (M5s) –. L’obiettivo è il ripristino delle attività agricole e pastorali preesistenti, la conservazione della biodiversità e della qualità del paesaggio».

Come anticipato a Cuglieri dal presidente della Regione, Christian Solinas, oggi i Comuni percorsi dalle fiamme riceveranno, dalla Protezione civile regionale, la modulistica per il censimento dei danni al patrimonio pubblico andato distrutto. La ricognizione è fondamentale per l’elaborazione della relazione che la Regione invierà in tempi rapidi al Governo, e che permetterà di ottenere la dichiarazione di stato di emergenza nazionale.

Intanto in consiglio regionale si discute sullo stanziamento dei primi 20 milioni di euro di aiuti ma altre soluzioni potranno essere messe in campo in breve tempo, come interventi cosiddetti de minimis, in attesa che lo Stato faccia la sua parte. «Siamo determinati a non lasciare indietro nessuno – ha assicurato Solinas –. Abbiamo a cuore tutte le categorie colpite». Prosegue anche la campagna di donazioni promossa dalla Giunta. Chi volesse, potrà donare un proprio contributo attraverso il sistema regionale del PagoPa Sardegna accedendo al link “Donazione emergenza incendi”.



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