Piazza piena per Salmo e scoppia la polemica
di Paolo Ardovino
Olbia, durissimo scambio di accuse dopo il concerto con migliaia di giovani Fedez: «Rispetta i lavoratori onesti». La replica: «Il centro è sempre affollato»
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OLBIA. L’evento a sorpresa sotto la ruota panoramica di Olbia si è tramutato nel caso nazionale di Ferragosto. Il concerto di Salmo fa discutere, e tanto, perché tolti gli effetti speciali resta un assembramento non controllato di migliaia di giovani. L'attacco più feroce è di Fedez che accusa di «aggirare le regole per soddisfare capricci personali» e poi affonda su Regione e amministrazione locale: «Istituzioni malate». Salmo si difende sostenendo che «se avessi voluto seguire le regole non avrei fatto l’artista». Altri volti noti si sono espressi sulla questione, così come diversi utenti, anche tra i presenti al concerto, prendono le difese del rapper. La questione però va oltre il dibattito social, potrebbe avere ripercussioni non indifferenti.
L'attacco. L’annuncio era arrivato qualche giorno fa: un concerto gratis senza rivelare luogo e orario. E venerdì sera, in viale Principe Umberto, il rapper si è esibito poco meno di un'ora dopo aver letto una «lettera aperta allo Stato». Righe di protesta contro il mondo dello spettacolo fermo e un appello pro vaccinazioni. Proposito lodevole, ma che fa storcere il naso visto il pubblico numeroso, senza distanziamento e con poche mascherine. «Avete sputato in faccia a migliaia di onesti lavoratori dello spettacolo che quest’anno cercano di tirare avanti con immensi sacrifici rispettando le regole», è stato il “buongiorno” di Fedez su Instagram con foto allegata della folla. Il rapper milanese si è lasciato andare ad un duro sfogo contro Salmo. E non solo. Nel mirino, le istituzioni politiche: «Mi rivolgo alla Regione e al sindaco di Olbia. Come fate a non rendervi conto (o a far finta) che una cosa del genere fatta alle spalle di chi con sacrificio rispetta le regole, nella regione con più alta incidenza di ricoveri legati al Covid, non farà altro che peggiorare le condizioni della nostra amata Sardegna».
Replica e controreplica. Nell'unica risposta della giornata, prima di tutto Salmo ha chiarito che «non c’è stata nessuna raccolta fondi, ho messo i soldi di tasca mia per aiutare la Sardegna». In molti pensavano che si trattasse dell’evento a scopo benefico per gli incendi del Montiferru preannunciato qualche settimana fa. Invece al concerto non era collegata alcuna campagna solidale. «Ad agosto il centro di Olbia è sempre affollato, esattamente come le spiagge. Gli assembramenti creati dalla finale degli Europei andavano bene, il mio concerto gratuito no – la difesa dell’olbiese –. Ora avete una persona con cui prendervela. Non definitevi artisti se poi non avete le palle di infrangere le regole». E ancora, provocatorio, «potevo andare a farmi la vacanza come Fedez invece sono sceso per strada e ho detto la mia». La replica non si è fatta attendere: «Caro Salmo, ho cercato in due occasioni di coinvolgerti in progetti benefici. “Scena Unita” ha aiutato migliaia di lavoratori dello spettacolo tra cui, in Sardegna, il festival di Abbabula a Sassari che per il concerto di Ariete ha lasciato fuori 1200 persone nel rispetto delle regole e per permettere alla Sardegna di ripartire in sicurezza. E al progetto Scena Unita hanno aderito tutti gli artisti di Machete tranne te. Qualche settimana fa mi hai scritto per avere un parere su cosa fare per aiutare la Sardegna, ti ho risposto immediatamente mettendomi a disposizione e ho cercato di coinvolgerti in un progetto comune ma sto ancora aspettando una tua risposta. Dall’altra parte se hai già fatto beneficenza di tasca tua che senso ha fare un concerto e mettere a rischio persone, un intero settore e una regione in difficoltà? Cosa volevi dimostrare?», il lungo attacco infine torna sull’amministrazione comunale: «Io non so che accordi abbia preso con il sindaco di Olbia, ma il fatto che tu sia riuscito a montare un palco alla luce del sole mi fa pensare che più che infrangere le regole tu sia andato a braccetto con le istituzioni malate che te lo hanno permesso». Chiamata in causa, ha detto la sua anche l’associazione “Le ragazze terribili”, organizzatrice di Abbabula: «La salute prima di tutto. Ci è costato in termini economici e organizzativi, ma abbiamo scelto di fare i nostri concerti nel pieno rispetto delle restrizioni imposte dal Covid».
Opinioni social. Non solo il coniuge Ferragnez si è espresso dal mondo della musica. Alcuni artisti isolani hanno espresso disappunto, e sul piano nazionale cantanti e rapper hanno detto la loro: «“Qualcosa” è andato davvero storto» ha commentato Alessandra Amoroso. Duro Gemitaiz: «Un artista non monta un palco, non monta un service audio, non ha proprietà del suolo pubblico né le facoltà per fare certe cose – così su Instagram –. Qui il problema è di chi ha la facoltà di scegliere cosa è giusto e cosa è sbagliato». Lazza sostiene: «In Italia l’importante è avere un colpevole su cui puntare il dito». «Ma chi, giustamente, s’indigna per l’assembramento a Olbia per Salmo si è forse perso quelli per lo scudo dell’Inter e per l’europeo dell’Italia? – chiede Shade su Twitter –. Lo spirito patriottico protegge dal covid? O forse in quel caso faceva più figo mettere le foto di Chiellini?». Tra gli opinionisti social, puntuale Selvaggia Lucarelli: «È tutto così profondamente sbagliato e diseducativo». Alza la mano anche Luca Bizzarri: «Non so se Salmo abbia ragione o torto. Come insegnava un mio maestro il vero artista modifica le regole all’interno delle regole. Non solo non le infrange, anzi, a volte ne inventa di nuove». Ora le autorità sono al lavoro per approfondire le modalità che hanno portato alla realizzazione del concerto e all’orizzonte si staglia l'ipotesi di una maxi multa. L’evento, che a quanto pare risulta essere stato a sorpresa solo ufficialmente, continuerà a far parlare.
L'attacco. L’annuncio era arrivato qualche giorno fa: un concerto gratis senza rivelare luogo e orario. E venerdì sera, in viale Principe Umberto, il rapper si è esibito poco meno di un'ora dopo aver letto una «lettera aperta allo Stato». Righe di protesta contro il mondo dello spettacolo fermo e un appello pro vaccinazioni. Proposito lodevole, ma che fa storcere il naso visto il pubblico numeroso, senza distanziamento e con poche mascherine. «Avete sputato in faccia a migliaia di onesti lavoratori dello spettacolo che quest’anno cercano di tirare avanti con immensi sacrifici rispettando le regole», è stato il “buongiorno” di Fedez su Instagram con foto allegata della folla. Il rapper milanese si è lasciato andare ad un duro sfogo contro Salmo. E non solo. Nel mirino, le istituzioni politiche: «Mi rivolgo alla Regione e al sindaco di Olbia. Come fate a non rendervi conto (o a far finta) che una cosa del genere fatta alle spalle di chi con sacrificio rispetta le regole, nella regione con più alta incidenza di ricoveri legati al Covid, non farà altro che peggiorare le condizioni della nostra amata Sardegna».
Replica e controreplica. Nell'unica risposta della giornata, prima di tutto Salmo ha chiarito che «non c’è stata nessuna raccolta fondi, ho messo i soldi di tasca mia per aiutare la Sardegna». In molti pensavano che si trattasse dell’evento a scopo benefico per gli incendi del Montiferru preannunciato qualche settimana fa. Invece al concerto non era collegata alcuna campagna solidale. «Ad agosto il centro di Olbia è sempre affollato, esattamente come le spiagge. Gli assembramenti creati dalla finale degli Europei andavano bene, il mio concerto gratuito no – la difesa dell’olbiese –. Ora avete una persona con cui prendervela. Non definitevi artisti se poi non avete le palle di infrangere le regole». E ancora, provocatorio, «potevo andare a farmi la vacanza come Fedez invece sono sceso per strada e ho detto la mia». La replica non si è fatta attendere: «Caro Salmo, ho cercato in due occasioni di coinvolgerti in progetti benefici. “Scena Unita” ha aiutato migliaia di lavoratori dello spettacolo tra cui, in Sardegna, il festival di Abbabula a Sassari che per il concerto di Ariete ha lasciato fuori 1200 persone nel rispetto delle regole e per permettere alla Sardegna di ripartire in sicurezza. E al progetto Scena Unita hanno aderito tutti gli artisti di Machete tranne te. Qualche settimana fa mi hai scritto per avere un parere su cosa fare per aiutare la Sardegna, ti ho risposto immediatamente mettendomi a disposizione e ho cercato di coinvolgerti in un progetto comune ma sto ancora aspettando una tua risposta. Dall’altra parte se hai già fatto beneficenza di tasca tua che senso ha fare un concerto e mettere a rischio persone, un intero settore e una regione in difficoltà? Cosa volevi dimostrare?», il lungo attacco infine torna sull’amministrazione comunale: «Io non so che accordi abbia preso con il sindaco di Olbia, ma il fatto che tu sia riuscito a montare un palco alla luce del sole mi fa pensare che più che infrangere le regole tu sia andato a braccetto con le istituzioni malate che te lo hanno permesso». Chiamata in causa, ha detto la sua anche l’associazione “Le ragazze terribili”, organizzatrice di Abbabula: «La salute prima di tutto. Ci è costato in termini economici e organizzativi, ma abbiamo scelto di fare i nostri concerti nel pieno rispetto delle restrizioni imposte dal Covid».
Opinioni social. Non solo il coniuge Ferragnez si è espresso dal mondo della musica. Alcuni artisti isolani hanno espresso disappunto, e sul piano nazionale cantanti e rapper hanno detto la loro: «“Qualcosa” è andato davvero storto» ha commentato Alessandra Amoroso. Duro Gemitaiz: «Un artista non monta un palco, non monta un service audio, non ha proprietà del suolo pubblico né le facoltà per fare certe cose – così su Instagram –. Qui il problema è di chi ha la facoltà di scegliere cosa è giusto e cosa è sbagliato». Lazza sostiene: «In Italia l’importante è avere un colpevole su cui puntare il dito». «Ma chi, giustamente, s’indigna per l’assembramento a Olbia per Salmo si è forse perso quelli per lo scudo dell’Inter e per l’europeo dell’Italia? – chiede Shade su Twitter –. Lo spirito patriottico protegge dal covid? O forse in quel caso faceva più figo mettere le foto di Chiellini?». Tra gli opinionisti social, puntuale Selvaggia Lucarelli: «È tutto così profondamente sbagliato e diseducativo». Alza la mano anche Luca Bizzarri: «Non so se Salmo abbia ragione o torto. Come insegnava un mio maestro il vero artista modifica le regole all’interno delle regole. Non solo non le infrange, anzi, a volte ne inventa di nuove». Ora le autorità sono al lavoro per approfondire le modalità che hanno portato alla realizzazione del concerto e all’orizzonte si staglia l'ipotesi di una maxi multa. L’evento, che a quanto pare risulta essere stato a sorpresa solo ufficialmente, continuerà a far parlare.
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