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Il sindaco Deiana: «Una persona riservata sembra impossibile»

Il sindaco Deiana: «Una persona riservata sembra impossibile»

Solo riti religiosi per la festa della Beata Vergine del Carmelo Il sociologo don Mariani: «Spero non inizi una nuova faida» 

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ORUNE. Chissà chi avrà avuto il coraggio di dire alla madre di Mauro Antonio Carai, tzia Bustiana Chessa, della morte del figlio. Quasi centenaria e una vita segnata dalla morte del marito, negli anni sessanta per un incidente stradale, certo non avrebbe pensato che la vita le avrebbe riservato un altro dolore così forte.

La comunità di Orune si trova piegata nel giorno della sua festa più sentita, in onore della Beata Vergine del Carmelo. Si rispetterà la sola ricorrenza religiosa: così ha deciso il sindaco Pietro Deiana, che ieri pomeriggio ha riunito la maggioranza e ha stabilito con un’ordinanza che ci sarà la processione ma senza i cavalli. «Per noi è un fulmine a ciel sereno, sembra impossibile da credere», ha sottolineato Deiana. Ieri pomeriggio è andato a far visita alla moglie Margherita e alla famiglia di Mauro Antonio Carai, «Ho trovato una grande sofferenza ma anche molta compostezza nel dolore. Sono persone operose». E a dimostrazione che la vittima tenesse un profilo basso, c’è l’ulteriore considerazione del sindaco: «Io non vedevo Mauro Antonio da tempo, forse anni».

Sette figli (di cui uno mancato anni fa) con famiglia e attività tra Orune e il resto dell’isola, un figlio (che ne ha trovato il corpo) che lo aiutava in campagna, l’allevatore era ritenuto una persona tranquilla. Ieri il paese era come anestetizzato, in pochi si fermavano davanti alla caserma dei carabinieri, all’ingresso di Corso Repubblica, dove si sono riuniti gli investigatori per le attività conseguenti allomicidio.

«Mi auguro che per Orune questo non sia l’inizio di una nuova faida. È il momento di pregare perché l’equilibrio prevalga sull’istinto», è il pensiero del sacerdote e sociologo orunese, don Francesco Mariani. Il paese negli anni ha pagato un tributo pesante a logiche di vendetta. Ha perso migliaia di abitanti: nel censimento del 1959 risultavano 5900 persone, ma ben 1234 erano sfuggite alla rilevazione, il che significa che Orune contava, ai primi anni sessanta, quasi settemila abitanti. Oggi sono 2.224. Orune dispone di un patrimonio consistente sotto il profilo delle terre pubbliche: circa 6500 ettari tra su cumunale ’e susu, dove è stato ucciso Carai, e su cumunale ’e josso, verso Lula, Bitti, Dorgali. Oltre 1200 ettari in concessione a Forestas, nei restanti, gravati dagli usi civici, ci sono 240 aziende e circa 25mila capi ovini.

Oggi però la comunità si troverà attorno al simulacro della Vergine, chi con una preghiera e chi con un auspicio laico che si faccia luce su questa tragedia. Nessuno vuole ripiombare nella spirale di atmosfere cupe e lontane.

(simonetta selloni)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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