Polemiche in Consiglio regionale
Lingua blu, botta e risposta fra l’assessorato e l’Ats
CAGLIARI. I focolai di Lingua blu sono più del previsto, 844, e oltre la metà in Provincia di Nuoro. Nel frattempo il ministero della salute ha vincolato le esportazioni nella penisola ai test...
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CAGLIARI. I focolai di Lingua blu sono più del previsto, 844, e oltre la metà in Provincia di Nuoro. Nel frattempo il ministero della salute ha vincolato le esportazioni nella penisola ai test preventivi su ovini e bovini. «L’emergenza è evidente e i danni agli allevatori aumentano giorno dopo giorno», ha denunciato Confagricoltura. Però le contromisure non sono arrivate, anche se la Regione ha stanziato o sta per farlo un bel po’ di indennizzi, intorno ai 4 milioni, per il bestiame morto a causa della febbre catarrale e come rimborso: ogni test costa 25 euro. Perché c’è stato il ritardo? Perché fra l’assessorato alla sanità, l’Istituto profilattico e l’Ats c’è stato un cortocircuito su chi dovesse decidere e poi intervenire con i e 300mila vaccini rimasti bloccati.
Passaggio a vuoto. Il motivo del cortocircuito lo si è capito meglio nell’aula delle commissioni attività produttive e sanità del Consiglio regionale. È lì che si sono confrontati il direttore generale dell’assessorato, Marcello Tidore, Massimo Temussi dell’Ats, e Giovanni Filippini dell’Istituto zooprofilattico.
Botta e risposta. Giorni fa il servizio veterinario regionale aveva fatto sapere di aver sollecitato quattro mesi fa all'Ats l’immediata somministrazione dei vaccini, senza però ricevere alcuna risposta. Il commissario dell'Ats ha replicato, chiamando in causa i ritardi nelle decisioni strategiche e anche il silenzio dell’Unità di crisi, convocata a marzo e poi rimasta in stand by. «È mancato il monitoraggio – ha sottolineato Temussi – e diverse settimane fa abbiamo ricevuto solo richiami generici per la prosecuzione della profilassi». Poi ha aggiunto: «Non è un problema di veterinari in campo. Venticinque li abbiamo assunti e siamo saliti a 216». Il direttore dell'assessorato ha controreplicato: «Da sempre i servizi veterinari devono lavorare in sinergia con l'Ats – ha detto Tidore – Noi, in primavera, abbiamo inviato lo studio dell'Istituto zooprofilattico che individuava le zone a maggior rischio. Di conseguenza, c’era il tempo per vaccinare e prevenire». Insomma lo strappo non è stato ancora ricucito, nonostante le parole rassicuranti del presidente della commissione attività produttive, il sardista Piero Maieli. «D’ora in poi – ha detto – il piano contro la Lingua blu entrerà a pieno regime. Poi, con gli indennizzi e i rimborsi, abbiamo messo un freno al crollo del fatturato per gli allevatori». Maggiore coordinamento tra assessorato e Ats è stato comunque sollecitato dai consiglieri d'opposizione – Gianfranco Ganau e Salvatore Corrias del Pd, e Gianfranco Satta (Progressisti) – e da Giorgio Oppi dell'Udc, partito di maggioranza. Il presidente facente funzioni della commissione sanità, Daniele Cocco, ha sollecitato che sia fatta chiarezza sulle strategie. Anche se in chiusura l’assessora all’agricoltura, Gabriella Murgia, ha fatto sapere: «Solo fra sei mesi avremo i soldi per acquistare i repellenti necessari per la disinfestazione del bestiame».
Passaggio a vuoto. Il motivo del cortocircuito lo si è capito meglio nell’aula delle commissioni attività produttive e sanità del Consiglio regionale. È lì che si sono confrontati il direttore generale dell’assessorato, Marcello Tidore, Massimo Temussi dell’Ats, e Giovanni Filippini dell’Istituto zooprofilattico.
Botta e risposta. Giorni fa il servizio veterinario regionale aveva fatto sapere di aver sollecitato quattro mesi fa all'Ats l’immediata somministrazione dei vaccini, senza però ricevere alcuna risposta. Il commissario dell'Ats ha replicato, chiamando in causa i ritardi nelle decisioni strategiche e anche il silenzio dell’Unità di crisi, convocata a marzo e poi rimasta in stand by. «È mancato il monitoraggio – ha sottolineato Temussi – e diverse settimane fa abbiamo ricevuto solo richiami generici per la prosecuzione della profilassi». Poi ha aggiunto: «Non è un problema di veterinari in campo. Venticinque li abbiamo assunti e siamo saliti a 216». Il direttore dell'assessorato ha controreplicato: «Da sempre i servizi veterinari devono lavorare in sinergia con l'Ats – ha detto Tidore – Noi, in primavera, abbiamo inviato lo studio dell'Istituto zooprofilattico che individuava le zone a maggior rischio. Di conseguenza, c’era il tempo per vaccinare e prevenire». Insomma lo strappo non è stato ancora ricucito, nonostante le parole rassicuranti del presidente della commissione attività produttive, il sardista Piero Maieli. «D’ora in poi – ha detto – il piano contro la Lingua blu entrerà a pieno regime. Poi, con gli indennizzi e i rimborsi, abbiamo messo un freno al crollo del fatturato per gli allevatori». Maggiore coordinamento tra assessorato e Ats è stato comunque sollecitato dai consiglieri d'opposizione – Gianfranco Ganau e Salvatore Corrias del Pd, e Gianfranco Satta (Progressisti) – e da Giorgio Oppi dell'Udc, partito di maggioranza. Il presidente facente funzioni della commissione sanità, Daniele Cocco, ha sollecitato che sia fatta chiarezza sulle strategie. Anche se in chiusura l’assessora all’agricoltura, Gabriella Murgia, ha fatto sapere: «Solo fra sei mesi avremo i soldi per acquistare i repellenti necessari per la disinfestazione del bestiame».
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