La Nuova Sardegna

Indennizzi e contributi rischiano di slittare al 2022

Per riuscire a spenderli subito serve il via libera alla Manovra entro il 10 ottobre Le opposizioni propongono uno stralcio e in maggioranza si apre una breccia

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CAGLIARI. Se il via libera alla Manovra di bilancio arriverà dopo il 10 ottobre, è molto difficile che gli oltre 250 milioni di indennizzi e contributi possano essere spesi entro l’anno. A lanciare l’allarme è stata la vicepresidente della Regione, Alessandra Zedda, nell’ultima conferenza dei capigruppo del Consiglio regionale. È un rischio possibile visto che solo domani la legge comincerà il suo percorso in commissione bilancio, con la convocazione delle parti sociali, e di conseguenza il voto finale dell’Aula dovrebbe slittare ancora. Non solo: va messa nel conto anche l’ormai prossima campagna elettorale per le amministrative del 10/11 ottobre.

Possibile soluzione. A proporre una via d’uscita sono stati i partiti di opposizione: «Stralciamo i provvedimenti più urgenti, dagli indennizzi per l’incendio del Montiferru fino ai contributi a favore delle aziende stremate dall’emergenza Covid, e rinviamo tutto il resto». Finora l’ipotesi dello stralcio era stata respinta in modo secco dalla maggioranza di centrodestra, ma ora potrebbe essere ripresa in considerazione. Anzi, finirebbe per essere questa l’unica soluzione possibile per evitare che gran parte dei milioni previsti dalla Manovra non arrivino per nulla nell’Oristanese e alle aziende.

Trattativa in corso. I partiti di opposizione – Pd, M5s, Leu e Progressisti – hanno fatto capire che «se la legge continuerà a essere un contenitore, con un ’infinità di norme intruse, non faranno sconti sui tempi previsti dal regolamento del Consiglio». Cioè: la Manovra finirebbe per essere iscritta all’ordine del giorno dell’Aula nella prima settimana di ottobre e poi serviranno almeno quattro o cinque sedute per arrivare al voto. Ecco perché la data del 10 ottobre, indicata dall’assessora al bilancio come l’ultima possibile, finirebbe per essere scavalcata. Nella maggioranza di centrodestra molti si sono irrigiditi di fronte a quello che è stato definito un «ricatto politico». Fra i più duri nel rispondere picche, almeno stando a quanto è trapelato, ci sarebbero stati i sardisti. Però, col passare delle ore, la possibilità che siano stralciati gli articoli più urgenti, avrebbe fatto breccia nel centrodestra. Così sarebbe cominciata la trattativa per liberarsi dall’incubo di andare oltre metà ottobre. In ogni caso all’inizio della settimana prossima una decisione dovrà essere presa.

Convocazioni e polemiche. Per domani il presidente della commissione bilancio, Valerio De Giorgi, ha convocato in Consiglio i rappresentanti di 22 organizzazioni sindacali e imprenditoriali per discutere la Manovra. Ma almeno per ora le audizioni saranno compresse in mezza giornata proprio per accelerare i tempi dell’istruttoria. Una scelta, però, contestata dal vicepresidente Cesare Moriconi del Pd. In una lettera, ha scritto: «Caro presidente, leggo, con incredulità, il calendario delle audizioni, con la convocazione di ben 22 organizzazioni in appena tre ore. Allo stesso momento, ho notato la clamorosa e grave esclusione di numerose altre sigle, che invece sarebbero dovuto essere convocate per dare il loro prezioso contributo. Nella legge, va ricordato, sono trattati argomenti che vanno dalla crisi economica e del lavoro a quella sanitaria, dall’emergenza incendi all’istruzione, dall’agricoltura al personale. Interviene anche su sport, ambiente, protezione civile, enti locali, industria, trasporti eccetera eccetera. Invece, a causa di un’improvvisa fretta, – conclude Moriconi – troppe organizzazioni saranno escluse dal confronto, nonostante la maggioranza abbia avuto a disposizione sette mesi, utilizzati tra l’altro comodamente, per una legge che avrebbe dovuto e potuto scrivere in poche settimane». (ua)

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