Oggi l’interrogatorio dei tre pescatori
di Salvatore Santoni
I giovani saranno sentiti in tribunale a Parigi durante l’udienza di convalida dell’arresto. Domani direttissima ad Ajaccio
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SASSARI. I tre pescatori di Sorso, finiti al centro di un caso internazionale tra Sardegna e Corsica, si trovano a Parigi dove entro oggi verranno interrogati dai magistrati francesi nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto.
I giovani di 27, 30 e 31 anni – estradati in Francia in seguito a un mandato di cattura europeo con l’accusa di aver violato la riserva marina naturale delle Bocche di Bonifacio e opposto resistenza alle autorità francesi – saranno poi trasferiti ad Ajaccio, dove venerdì saranno processati con rito direttissimo e poi potranno fare rientro a casa.
I militari di Sorso, guidati dal comandante Gianluca Porcheddu, avevano prelevato i giovani nella notte tra lunedì e martedì per imbarcarli all’alba su un volo aereo per Roma, dove sono passati ufficialmente agli agenti dell’Interpol, che li hanno accompagnati su un altro volo diretto a Parigi. I tre giovani hanno quindi atteso l’udienza di oggi in una cella di sicurezza vicina al tribunale. E domani voleranno ancora ma verso Ajaccio, dove si celebrerà una sorta di equivalente francese del processo per direttissima italiano.
Dopo di che spetterà all’autorità giudiziaria transalpina valutare l’eventuale applicazione di misure cautelari. Anche se i legali dei pescatori si aspettano che con tutta probabilità si tratterà sostanzialmente di un obbligo di firma. E questo significa che nel fine settimana i giovani potranno rientrare a Sorso.
Il caso giudiziario dove sono rimasti coinvolti i pescatori sorsensi è più contorto di quanto si pensava all’inizio. Sembrerebbe, infatti, che le autorità francesi contestino l’inadempienza a una sorta di invito a presentarsi. E per questo abbiano attivato la procedura del mandato di arresto europeo. Ma pare che i pescatori abbiano ricevuto soltanto un semplice verbale di sanzione per le violazioni contestate nella riserva naturale delle Bocche di Bonifacio. E questo aspetto sarà chiarito durante l’udienza di venerdì ad Ajaccio.
Nella “fase francese” del procedimento i giovani sono assistiti da due avvocati del posto che sono in stretto contatto con l’avvocato sassarese Marco Salaris, che insieme ad altri suoi colleghi ha seguito i giovani in tutto l’iter giudiziario italiano.
Attualmente non si può parlare di rischio condanne. Infatti, nel processo per direttissima di venerdì si dovrebbe valutare per prima cosa proprio questo invito a presentarsi che – a detta dei francesi – i tre sorsensi avrebbero snobbato. Infatti, il processo vero e proprio, cioè quello che riguarda i fatti contestati ai pescatori – e quindi le cernie pescate e la resistenza a pubblico ufficiale – entrerà nel vivo più avanti.
Ed è molto probabile che i tre possano seguirlo da casa, oppure presentandosi in udienza di tanto in tanto quando le autorità lo disporranno.
I giovani di 27, 30 e 31 anni – estradati in Francia in seguito a un mandato di cattura europeo con l’accusa di aver violato la riserva marina naturale delle Bocche di Bonifacio e opposto resistenza alle autorità francesi – saranno poi trasferiti ad Ajaccio, dove venerdì saranno processati con rito direttissimo e poi potranno fare rientro a casa.
I militari di Sorso, guidati dal comandante Gianluca Porcheddu, avevano prelevato i giovani nella notte tra lunedì e martedì per imbarcarli all’alba su un volo aereo per Roma, dove sono passati ufficialmente agli agenti dell’Interpol, che li hanno accompagnati su un altro volo diretto a Parigi. I tre giovani hanno quindi atteso l’udienza di oggi in una cella di sicurezza vicina al tribunale. E domani voleranno ancora ma verso Ajaccio, dove si celebrerà una sorta di equivalente francese del processo per direttissima italiano.
Dopo di che spetterà all’autorità giudiziaria transalpina valutare l’eventuale applicazione di misure cautelari. Anche se i legali dei pescatori si aspettano che con tutta probabilità si tratterà sostanzialmente di un obbligo di firma. E questo significa che nel fine settimana i giovani potranno rientrare a Sorso.
Il caso giudiziario dove sono rimasti coinvolti i pescatori sorsensi è più contorto di quanto si pensava all’inizio. Sembrerebbe, infatti, che le autorità francesi contestino l’inadempienza a una sorta di invito a presentarsi. E per questo abbiano attivato la procedura del mandato di arresto europeo. Ma pare che i pescatori abbiano ricevuto soltanto un semplice verbale di sanzione per le violazioni contestate nella riserva naturale delle Bocche di Bonifacio. E questo aspetto sarà chiarito durante l’udienza di venerdì ad Ajaccio.
Nella “fase francese” del procedimento i giovani sono assistiti da due avvocati del posto che sono in stretto contatto con l’avvocato sassarese Marco Salaris, che insieme ad altri suoi colleghi ha seguito i giovani in tutto l’iter giudiziario italiano.
Attualmente non si può parlare di rischio condanne. Infatti, nel processo per direttissima di venerdì si dovrebbe valutare per prima cosa proprio questo invito a presentarsi che – a detta dei francesi – i tre sorsensi avrebbero snobbato. Infatti, il processo vero e proprio, cioè quello che riguarda i fatti contestati ai pescatori – e quindi le cernie pescate e la resistenza a pubblico ufficiale – entrerà nel vivo più avanti.
Ed è molto probabile che i tre possano seguirlo da casa, oppure presentandosi in udienza di tanto in tanto quando le autorità lo disporranno.
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