La Nuova Sardegna

Pigliaru non accettava la separazione dalla moglie

Pigliaru non accettava la separazione dalla moglie

È l’ipotesi più accreditata dagli inquirenti che indagano sull’omicidio-suicidio La figlia testimone della tragedia si trova ricoverata in ospedale in stato di choc

28 settembre 2021
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SASSARI. Ciriaco Pigliaru era separato dalla moglie Anna Cupelloni. La coppia non viveva più sotto lo stesso tetto da qualche tempo: lei nel casolare in cui avvenuto il delitto, lui in un’altra casa a circa due chilometri di distanza. Questa, per ora, sembra essere l’unica certezza. Per il resto gli inquirenti stanno cercando di fare luce sull’omicidio-suicidio - l’ennesimo femminicidio di una moglie, compagna o ex - che ha sconvolto la piccola comunità di Castel Sant’Elia, alle porte di Viterbo. Vogliono capire se si sia trattato di un omicidio premeditato, magari dovuto alla non accettazione della separazione, o se dietro ci siano altre motivazioni.

Erano poco più delle otto e un quarto di sabato sera, quando Ciriaco Pigliaru, nato nel 1956 a Olbia ma originario di Orune, ha atteso il ritorno della moglie 57enne a casa e le ha sparato un colpo di fucile alla testa, uccidendola. Ha poi rivolto l’arma verso se stesso e si è tolto la vita. Il tutto davanti agli occhi di una delle due figlie, che era arrivata nel casale di campagna insieme alla madre. La ragazza è stata ricoverata in ospedale in forte stato di choc.

Ora gli inquirenti stanno cercando di capire cosa possa avere spinto a commettere un’azione così barbara. E dunque cercheranno di fare piena luce sulle dinamiche dell’omicidio-suicidio. Al vaglio ci sarebbero due piste: la prima è che l’ex coppia di coniugi si fosse data appuntamento nel casale di campagna, l’altra che lui si sia appostato in attesa del ritorno della donna per ucciderla. Al di là dei rapporti tra i due, probabilmente Anna Cupelloni mai si sarebbe aspettata che l’ex marito potesse commettere un atto così brutale davanti alla figlia. Resta anche da capire dove l’uomo ha recuperato il fucile usato per uccidere la moglie e poi suicidarsi, visto che non aveva alcuna autorizzazione a detenere un’arma.

Pigliaru viveva nel Lazio da decenni, quando da bambino lasciò la Sardegna insieme al padre e al fratello Edoardo, di sette anni più anziano. Insieme avevano messo su una azienda agrozootecnica, di cui lui era amministratore e il fratello socio. I due Pigliaru allevavano pecore. Qualche anno fa la decisione di vendere l’azienda e di aprire una tabaccheria e un negozio per ragazzi, a Nepi, a pochi chilometri da Castel Sant’Elia.

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