Duello legale Volotea-Ita: la decisione ancora non c’è
Per tutta la giornata consulenze e incontri sul nodo del documento mancante
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CAGLIARI. Chi ha vinto la gara sulla continuità aerea non si sa ancora. È tutto in mano all’Ufficio legale della Regione. A chiedere un parere agli avvocati è stata la commissione che deve valutare le offerte presentate da Volotea e da Ita. Il motivo del rinvio è sempre lo stesso: la compagnia aerea spagnola non avrebbe inviato tutti i documenti richiesti dal bando di gara. Di fatto, non avrebbe allegato all’offerta la fotocopia del documento d’identità del rappresentante legale, l’amministratore Michele Taucer. Per tutta la giornata i commissari dell’assessorato ai trasporti hanno provato a capire se quel vizio formale fosse o meno sanabile. Alla fine si sono rivolti agli avvocati della Regione per sollecitare un parere definitivo. Parere che, stando alle indiscrezioni, sarebbe arrivato solo nella tarda serata e quindi la proclamazione è stata rinviata di altre 24 ore.
Le regole. Nelle prime pagine del bando, sono indicati i documenti da allegare all’offerta economica. Secondo Volotea, in quell’articolo, non è previsto che «il rappresentante legale debba autocertificare l’identità anagrafica», mentre «la stessa clausola è obbligatoria solo nel momento in cui sarà firmata la convenzione». È una ricostruzione, però, che sin dall’inizio della gara è stata contestata da Ita, che tra l’altro avrebbe chiesto l’esclusione dell’unica concorrente anche per «non aver indicato nelle buste la ragione sociale della stessa Volotea». Da quel momento in poi s’è scatenato lo scontro sui cavilli e sulle interpretazioni non solo del bando, ma anche di diversi decreti nazionali, più o meno recenti, che regolano le gare indette dalle amministrazioni pubbliche. Il caso sarà risolto oggi? È possibile, ma potrebbe esserci un secondo rinvio in attesa di altri pareri legali.
La gara. Sulla carta, stando alle offerte, la continuità territoriale aerea dal 15 ottobre al 14 maggio dovrebbe essere assegnata a Volotea. Su tutte le rotte, ha presentato ribassi molto più vantaggiosi rispetto alle proposte di Ita. Infatti se a vincere dovesse essere la compagnia low cost, il risparmio sulla basta d’asta (37 milioni) sarebbe intorno agli 11 milioni. Risparmio che scenderebbe a nove se a aggiudicarsi la compensazione dovesse essere Ita. Nel dettaglio, l’offerta di Volotea è stata sempre inferiore – cioè chiede meno soldi alla Regione – almeno del 21 per cento fino al 23,5 su ciascuna delle rotte, andata e ritorno, da Alghero, Cagliari e Olbia verso Roma-Fiumicino e Milano-Linate. Di contro la compagnia che prenderà il posto di Alitalia, Ita, s’è limitata, ad esempio, a un 3 per cento in meno sull’Alghero-Roma, oppure al 12 sulla Cagliari-Roma. Solo per i collegamenti verso Milano, escluso quelli in partenza da Alghero, ha superato la soglia del 20 per cento di sconto. Ma alla fine Volotea potrebbe pagare la sua inesperienza nel partecipare ai bandi pubblici. Se gli spagnoli fossero esclusi dalla gara, la vittoria di Ita sarebbe scontata.
Il confronto. La nuova compagnia tricolore è ancora in embrione: il confronto con i sindacati sul piano industriale (assunzioni e stipendi) è in corso. Ma si sa che potrà contare su una flotta di 52 aerei contro i 40 dichiarati da Volotea. (ua)
Le regole. Nelle prime pagine del bando, sono indicati i documenti da allegare all’offerta economica. Secondo Volotea, in quell’articolo, non è previsto che «il rappresentante legale debba autocertificare l’identità anagrafica», mentre «la stessa clausola è obbligatoria solo nel momento in cui sarà firmata la convenzione». È una ricostruzione, però, che sin dall’inizio della gara è stata contestata da Ita, che tra l’altro avrebbe chiesto l’esclusione dell’unica concorrente anche per «non aver indicato nelle buste la ragione sociale della stessa Volotea». Da quel momento in poi s’è scatenato lo scontro sui cavilli e sulle interpretazioni non solo del bando, ma anche di diversi decreti nazionali, più o meno recenti, che regolano le gare indette dalle amministrazioni pubbliche. Il caso sarà risolto oggi? È possibile, ma potrebbe esserci un secondo rinvio in attesa di altri pareri legali.
La gara. Sulla carta, stando alle offerte, la continuità territoriale aerea dal 15 ottobre al 14 maggio dovrebbe essere assegnata a Volotea. Su tutte le rotte, ha presentato ribassi molto più vantaggiosi rispetto alle proposte di Ita. Infatti se a vincere dovesse essere la compagnia low cost, il risparmio sulla basta d’asta (37 milioni) sarebbe intorno agli 11 milioni. Risparmio che scenderebbe a nove se a aggiudicarsi la compensazione dovesse essere Ita. Nel dettaglio, l’offerta di Volotea è stata sempre inferiore – cioè chiede meno soldi alla Regione – almeno del 21 per cento fino al 23,5 su ciascuna delle rotte, andata e ritorno, da Alghero, Cagliari e Olbia verso Roma-Fiumicino e Milano-Linate. Di contro la compagnia che prenderà il posto di Alitalia, Ita, s’è limitata, ad esempio, a un 3 per cento in meno sull’Alghero-Roma, oppure al 12 sulla Cagliari-Roma. Solo per i collegamenti verso Milano, escluso quelli in partenza da Alghero, ha superato la soglia del 20 per cento di sconto. Ma alla fine Volotea potrebbe pagare la sua inesperienza nel partecipare ai bandi pubblici. Se gli spagnoli fossero esclusi dalla gara, la vittoria di Ita sarebbe scontata.
Il confronto. La nuova compagnia tricolore è ancora in embrione: il confronto con i sindacati sul piano industriale (assunzioni e stipendi) è in corso. Ma si sa che potrà contare su una flotta di 52 aerei contro i 40 dichiarati da Volotea. (ua)
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