La Nuova Sardegna

Sacchetto in testa: bimba semi soffocata

Un attimo di disattenzione dei genitori quattro mesi fa aveva fatto temere il peggio per una bimba di cinque mesi che all’interno di una roulotte del campo nomadi di Sassari era rimasta per qualche...

2 MINUTI DI LETTURA





Un attimo di disattenzione dei genitori quattro mesi fa aveva fatto temere il peggio per una bimba di cinque mesi che all’interno di una roulotte del campo nomadi di Sassari era rimasta per qualche minuto
senza respirare per colpa
di un sacchetto di plastica
finitole in testa. Dopo due mesi di terapie e cure prestate con amore e professionalità dai medici dell’ospedale “Gaslini” di Genova la piccola era rientrata in città all’inizio di agosto. Un mese fa l’assessorato comunale alle politiche della casa di Sassari aveva trovato per lei un appartamento per affrontare
la riabilitazione.


La tragedia si era verificata in pochi istanti il 6 giugno scorso. La famiglia era appena rientrata a casa e la bimba

era stata messa a dormire. La mamma era uscita dalla stanza per cambiare il pannolino a un altro figlio, mentre gli altri due fratellini più grandi erano dalla nonna che abita a pochi metri da loro. Dopo pochi minuti era rientrata e aveva trovato la bimba con un sacchetto di plastica, di quelli che si usano per la spesa, sul viso. Non respirava, era priva di sensi. I genitori avevano caricato la figlioletta in auto ed erano corsi in ospedale. Il giorno dopo era stato disposto il trasferimento al Gaslini. Per far luce sulla vicenda era stata aperta un’inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Sassari e i due genitori iscritti nel registro degli indagati dal sostituto procuratore Paolo Piras. A entrambi la Procura contesta il reato di abbandono di minore.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative