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Concorsi pilotati: 33 indagati, c’è anche Galli

MILANO. Finisce nella bufera il mondo universitario italiano. E con esso i massimi esperti infettivologi che sono stati in trincea durante la pandemia, tra cui Massimo Galli, punto di riferimento di...

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MILANO. Finisce nella bufera il mondo universitario italiano. E con esso i massimi esperti infettivologi che sono stati in trincea durante la pandemia, tra cui Massimo Galli, punto di riferimento di medici e pazienti nella battaglia contro il Covid. Sono 33, tra cui 24 docenti universitari, gli indagati nell'inchiesta della Procura di Milano su presunti concorsi e assunzioni pilotate che ieri ha portato i carabinieri del Nas a una serie di acquisizioni e perquisizioni per raccogliere documenti, anche informatici, messaggi WhatsApp e altro, per «cristallizzare compiutamente il quadro» venuto a galla finora. Un quadro, come si legge nel provvedimento dei pm, da cui emergono «collusioni e altri metodi di turbativa che hanno inquinato sistematicamente la regolarità delle procedure di selezione» ai concorsi, 30 quelli presi in esame, «sostituendo logiche clientelari al metodo meritocratico e al principio di imparzialità».

Al centro della vicenda c'è il mondo accademico e le facoltà di medicina in particolare del capoluogo lombardo, Pavia, Torino, Roma e una serie di reparti di infettivologia e nomi illustri: da Galli, primario all'ospedale sacco e prossimo alla pensione come professore alla Statale di Milano, a Massimo Andreoni, ordinario alla Sapienza, fino a Claudia Colomba associata nell'ateneo palermitano.

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