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La sfida di Visconti: «Riusciremo a ripartire»

La sfida di Visconti: «Riusciremo a ripartire»

L’imprenditore prende il posto di Nando Faedda, al suo fianco De Pascale «Arrivano i soldi del Pnrr e vogliamo recitare un ruolo attivo dopo l’incubo Covid»

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sassari. «Negli ultimi anni l'emergenza Covid ha visto le Camere di commercio in prima linea per sostenere le imprese, e questo è il momento per continuare con azioni a beneficio del sistema nella sua globalità. La nostra Unione regionale vuole e deve recitare un ruolo centrale nell'ambito di un'efficace e razionale utilizzo delle risorse legate al Pnrr, in una visione strategica più ampia». Queste le parole di Stefano Visconti, neo presidente dell’Unione della Camere di commercio della Sardegna che rimarrà in carica per due anni. Visconti ha parlato di una strategia che deve portare a «una costante crescita economica anche in termini di competitività oltre a uno sviluppo territoriale che passi per l'innovazione, l'internazionalizzazione e la formazione. Perché le Camere di commercio devono continuare a rappresentare un valido riferimento per tutto il sistema delle imprese, soprattutto in questo momento estremamente delicato della ripartenza». Stefano Visconti, presidente della Camera di commercio di Sassari, è stato eletto alla carica regionale nell'ultima riunione del Consiglio di Unioncamere, l'organismo di rappresentanza delle tre Camere di commercio della Sardegna. Come vice presidente è stato chiamato Maurizio de Pascale. Cambio al vertice anche per quanto riguarda il segretario generale: Pietro Esposito, direttore della Camera di commercio di Sassari, prende il posto di Enrico Massidda. Stefano Visconti subentra all’oristanese Nando Faedda e il suo impegno - come ha detto nelle prime dichiarazioni - sarà rivolto a favorire la ripresa del sistema delle imprese isolano che è formato da 144mila imprese attive e quasi 400mila addetti.

La nomina del presidente sassarese avviene in una fase delicata ma allo stesso tempo di grande importanza: è il momento, infatti, del rilancio nell'epoca post pandemica, di rafforzamento e di visione in prospettiva.

Il suo primo pensiero è stato per la questione trasporti e per la continuità territoriale: «Le nostre imprese, dopo due anni di crisi sanitaria ed economica, sono riuscite a resistere faticosamente a prezzo di enormi sacrifici. Questo stato di cose frenerebbe la ripartenza del nostro sistema economico, o peggio potrebbe rivelarsi un colpo troppo duro dal quale sarebbe difficile rialzarsi».

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