«Gianuario rendeva migliore ogni posto in cui lavorava»

Il ricordo dell’amico e consigliere regionale Antonio Piu a 24 ore dall’incidente Domani il funerale nel quartiere di Sant’Orsola, dove il 43enne era cresciuto

SASSARI. «Sono arrivato correndo a perdifiato appena ricevuta la notizia. Non ci volevo credere, conservavo forse ancora un pizzico di speranza. Poi ho visto Consuelo in lacrime e non ho avuto più dubbi. Gianuario era morto».

Non ha più lacrime da piangere Antonio Piu, tra i primi ad arrivare all’Ecocentro, teatro del tragico incidente in cui ha perso la vita Gianuario Derudas, 43 anni, operatore di Ambiente Italia. Da allora per il consigliere regionale la vita si è fermata, e il giorno dopo è ancora insieme a Consuelo e la sua bimba mentre arriva la notizia del via libera del magistrato per la sepoltura. «Lunedì ci sarà il funerale a Sant’Orsola, sembra impossibile».

Impossibile perché le vite di Derudas e Piu sono da anni legate a filo doppio. «Abbiamo iniziato a frequentarci perché mi ha coinvolto nell’organizzazione di un memorial di calcio dedicato al suo amico Alessandro Siglienti, morto in un tragico incidente. Lo abbiamo fatto per 5 edizioni e stando insieme è nata l’idea di fare qualcosa di più, di costruire un progetto politico con i “compari” che stavano sempre insieme, e pensavano le stesse cose».

Progetto che porta alla candidatura in consiglio comunale di Antonio Piu, eletto nel Pd tra i più votati, poi ancora consigliere e assessore comunale, e infine consigliere regionale in Futuro Comune, l’associazione di cui Gianuario, fino alla fine, ha continuato con entusiasmo a fare parte. «Gianuario era quello che risolveva i problemi – spiega Piu –. Perché lui, oltre ad essere un amico, una persona benvoluta da tutti, era uno davvero bravo. Che rendeva migliore ogni posto in cui lavorava». Il sodalizio non si limita alla politica, Gianuario e Antonio Piu fanno parte insieme del direttivo provinciale del Csi, e Gianuario diventa il responsabile di tutta le segreteria delle giovanili della Cosmoss, la squadra di calcio di cui Piu è presidente. «Era quello che teneva i rapporti con le famiglie dei giovani calciatori. E, anche qui, risolveva i problemi. Un suo dono naturale».

Nel mentre il lavoro, che Derudas affronta con entusiasmo. E le tante passioni, come quella per il clarinetto (da ragazzo era nella banda Città di Sassari). «Gianuario veniva da un quartiere popolare, e nessuno gli ha mai regalato nulla. Ha studiato ed è diventato geometra, ma non si è mai tirato indietro. Ha lavorato alla biglietteria Arst, in pizzeria, in tante cooperative. Ha collaborato con uno studio professionale ma poi le cose sono andate male, ma lui non si è perso d’animo. E, quando finalmente ha trovato posto all’Ecocentro era entusiasta. Per lui la priorità era portare i soldi a casa per la sua famiglia. E avere tempo per le sue passioni. E quel posto di cui era così felice lo ha portato alla morte». Una morte inaccettabile: «Gli inquirenti ci hanno detto che la dinamica è chiarissima, che ci sono i filmati. Noi non li abbiamo visti ma abbiamo totale fiducia. Il problema però è un altro. Non è possibile morire sul luogo di lavoro. Non è possibile che qualcosa non funzioni ma nemmeno poter compiere un errore fatale. Da politico tante volte mi sono battuto per porre freno alle morti bianche. Vedere una persona del valore di Gianuario morire così mi rende ancora più determinato. Non deve accadere più».



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