La Nuova Sardegna

«Grande uomo, ha combattuto per tutti noi»

di Bruna Visca*
«Grande uomo, ha combattuto per tutti noi»

La difesa della giustizia e del rispetto verso gli altri è un insegnamento e un invito per noi giovani a tenere alta la guardia

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L’iniziativa della Fondazione Vittorio Occorsio per le scuole, nella sede della Nuova Sardegna a Sassari, è stata occasione di incontro tra vicende passate e generazioni nuove. «La legalità è il modo corretto di vivere la nostra cittadinanza» , così il Procuratore generale della Corte d’Appello di Roma, Antonello Mura, chiude il suo intervento e pone fine alla conferenza, lasciando spazio a ringraziamenti e saluti. Sono passati secondi, minuti, ore e sillabe, parole, frasi. Ma cosa è realmente rimasto? La legalità è un concetto che può sicuramente sembrare, sotto diversi punti di vista, complesso da spiegare: “conformità alle prescrizioni della legge”, dice la definizione, parole che sembrano più grandi di noi. Eppure per me e in generale, per noi ragazzi, è tanto facile comprenderla: da piccoli ci viene spesso detto “quello non si fa” e di conseguenza impariamo l’esistenza di leggi, l’esistenza del rispetto reciproco, del “giusto” e “sbagliato”; in questo modo la legalità non ci viene nemmeno insegnata, ma ci cresce dentro, lentamente, fino a sbocciare e diventare parte di ciò che siamo. La Fondazione Occorsio insieme alla Fondazione di Sardegna e alla Nuova Sardegna hanno creato uno spazio di incontro tra gioventù e legalità, che ci ha permesso di coltivare ancora più interesse nei confronti di questo tema. Durante la conferenza sono stati tanti gli ospiti che hanno attivamente partecipato con riflessioni, interventi e opinioni, tra i quali sicuramente il protagonista è stato Eugenio Occorsio, figlio del magistrato vittima del terrorismo Vittorio Occorsio e presidente della Fondazione omonima. Grazie alla trasmissione del documentario "Vittorio Occorsio. Uomo e Magistrato" realizzato da RaiTeche e alla testimonianza diretta del figlio ci è stato possibile conoscere le vicende che hanno portato questo grande uomo alla sua morte ingiusta, così ingiusta che io stessa ho dubitato per un secondo sull’effettiva efficacia della Giustizia. Ma il figlio Eugenio, con una grandissima forza, non ha dubitato ed è riuscito persino a non provare un senso di odio nei confronti degli assassini del padre. Sicuramente una grande personalità un patrimonio genetico passato da padre in figlio, che ha condiviso valori di spessore con noi ragazzi sardi e con tanti altri che la Fondazione Vittorio Occorsio ha potuto incontrare nell’ambito dell’importante progetto che sta realizzando con le scuole. La storia moderna, quella più vicina a noi, generazione Z, purtroppo è anche quella che conosciamo meno, ed è così difficile per noi pensare che questa violenza sia proprio accanto a noi. Grazie a questo evento, abbiamo avuto vere testimonianze e le abbiamo potute toccare con mano, con l’effetto di suscitare in noi sicuramente diverse riflessioni: questi accadimenti quanto sono veramente estranei a noi? A questo proposito, il procuratore generale presso la Corte di Cassazione e presidente Comitato Scientifico della Fondazione Occorsio, Giovanni Salvi, presente all’evento in via telematica, ha pronunciato una frase che mi ha colpito molto: «Siamo abituati alla libertà, ma non è qualcosa di acquisito per sempre». Queste parole mi sono arrivate fino allo stomaco e per un momento, anche solo immaginando di poter vivere certe realtà, lo hanno chiuso. La cultura, la memoria, l’educazione: questi sono gli strumenti che ci aiutano a combattere l’illegalità e la violenza. Io ripongo tutta la mia fiducia nel generale buon senso che sto osservando nella mia generazione e di conseguenza in un futuro di pace.

*Liceo classico Canopoleno di Sassari

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